Cafu e i Mondiali: "Ecco perché le piccole nazionali devono ringraziare i club europei"
“Le piccole nazionali devono ringraziare anche i club europei”. Lo scrive Marcos Cafu, sulle pagine de La Gazzetta dello Sport: “Le prime giornate di questo Mondiale ci stanno consegnando un messaggio molto importante: il calcio internazionale non è mai stato così equilibrato. Guardando le partite disputate finora, emerge con grande evidenza come il livello delle nazionali considerate meno blasonate sia cresciuto in maniera straordinaria. […]
La dimostrazione più evidente è arrivata dalla Spagna. Una nazionale che da anni rappresenta un punto di riferimento per qualità tecnica, organizzazione tattica e identità di gioco si è trovata di fronte un Capo Verde capace di annullare il pronostico. Lo 0-0 finale non deve essere letto come una prestazione negativa degli spagnoli, ma come il risultato di una prova eccellente da parte degli avversari. […]
La verità è che oggi le nazionali emergenti possono contare su strutture migliori, programmi di sviluppo più efficaci e una generazione di giocatori che cresce confrontandosi quotidianamente con i migliori campionati del mondo. Molti calciatori africani, asiatici e provenienti da realtà calcistiche in forte sviluppo militano nei principali club europei, acquisiscono esperienza e conoscenze che poi trasferiscono nelle rispettive nazionali. Questo processo ha contribuito ad abbattere molte delle differenze che in passato apparivano insormontabili”.






