Calciomercato no stop - Indiscrezioni, trattative e retroscena del 23 maggio
INTER, GRANDI MANOVRE IN MEZZO AL CAMPO: ECCO PERCHÉ KONÉ PUÒ ARRIVARE PRIMA DEL 30 GIUGNO. MILAN, NON C'È SOLO GALLIANI IN LIZZA PER IL RUOLO DI AD: ALTERNATIVE CARNEVALI E FENUCCI. ROMA E MILAN SI CONTENDONO IL DIRETTORE SPORTIVO: TONY D'AMICO OPZIONE PER ENTRAMBE. LAZIO, SI PENSA GIÀ AL DOPO-SARRI. PALLADINO IN POLE MA IN LISTA CI SONO ALTRI QUATTRO PROFILI. FIORENTINA, IERI GLI AGENTI DI GROSSO ERANO AL FRANCHI. SARTORI PRESENTE PER PALLADINO? JUVENTUS COMPATTA CON LUCIANO SPALLETTI: I CALCIATORI FANNO MURO ATTORNO ALLA FIGURA DEL TECNICO
Con scudetto e Coppa Italia in tasca, e negli occhi la grande festa per le vie di Milano di domenica scorsa, l'Inter pianifica il futuro. Mancano 90 minuti alla conclusione di una stagione che ha portato nella bacheca di viale della Liberazione due trofei ma la dirigenza nerazzurra guarda già alla squadra che verrà. Cristian Chivu attende rinforzi specialmente nella zona nevralgica del campo dove ci saranno diversi cambiamenti.
Koné e Jones nomi caldi
I nomi sul taccuino di Beppe Marotta e Piero Ausilio restano sempre due: Manu Kone e Curtis Jones. Il centrocampista della Roma e quello del Liverpool potrebbero essere i primi rinforzi di un mercato che dovrebbe portare novità e specialmente giocatori in grado di far compiere quel passo in avanti alla squadra anche nelle competizioni europee. Il giocatore della Roma, che andrà in scadenza nel 2029, vale 3 milioni di euro mentre quello dei Reds, che ha ancora un anno di contratto, 2,5.
Fair play finanziario per i giallorossi
E per quanto riguarda il francese, la situazione legata al fair play finanziario può aiutare e non poco. La squadra della Capitale infatti deve vendere, motivo per cui il suo approdo a Milano potrebbe anche andare in porto prima del 30 giugno.
Rivoluzione in vista in casa Milan. La formazione di Massimiliano Allegri concluderà domani sera la sua stagione contro il Cagliari. In caso di successo i rossoneri si garantiranno la partecipazione alla prossima Champions League ma è chiaro come il successo di Genova della settimana scorsa abbia fatto rialzare la testa a Maignan e compagni portando la squadra ad un passo dal ritornare nell’Europa che conta. Dopo, al fischio finale del direttore di gara, sarà già il momento di impostare la prossima stagione con diversi cambiamenti che potrebbero esserci in società.
Uno su tutti il cambio di amministratore delegato. Abbiamo parlato in questi giorni di come anche la posizione di Giorgio Furlani, contestato dalla curva, possa essere in bilico con l’ipotesi di una sua partenza tutt’altro che remota. Fra i nomi più gettonati per la sostituzione potrebbe esserci Adriano Galliani per un clamoroso ritorno dopo essere stato un punto di riferimento importantissimo nel ciclo dei successi dell’era di Silvio Berlusconi.
Quella dell’ex dirigente del Monza però è soltanto uno dei nomi al vaglio della dirigenza del Milan. Secondo quanto riporta l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, fra le alternative ci sarebbe anche Giovanni Carnevali del Sassuolo e Claudio Fenucci del Bologna ed in passato a Lecce e Roma.
Tony D'Amico è al passo d'addio con l'Atalanta. Perché i nerazzurri hanno già scelto il proprio dirigente che opererà sul mercato, con Cristiano Giuntoli che dovrebbe essere ufficializzato ai primi di giugno, mentre il futuro dell'ex Hellas Verona è ancora da scrivere, perché ha due opportunità sul tavolo che possono concretizzarsi.
La prima è legata al Milan, ma anche al caos che c'è in queste ore pre tempesta. Perché se è vero che D'Amico avrebbe come priorità il rossonero, dall'altra la sua figura è il primissimo obiettivo per Giorgio Furlani che, in questo momento, è nell'occhio del ciclone. Non è detto che non possa essere scelto comunque, ma poi dipenderebbe dal futuro di Tare e cosa penserebbe la nuova dirigenza sul cambiare direttore sportivo. Un anno fa era già tutto praticamente concluso, ma i Percassi decisero di non lasciarlo andare via in virtù di un contratto fino al 2027.
Poi c'è la Roma. Con Gian Piero Gasperini ha già vissuto delle annate storiche - come quella della vittoria dell'Europa League - e quindi si conoscono bene entrambi. Qui non c'è il problema ds, visto che Frederic Massara è praticamente out da settimane (cioè dall'addio di Claudio Ranieri) e quindi può essere un'opzione più semplice.
Si avvia verso i titoli di coda l’avventura di Maurizio Sarri sulla panchina della Lazio. Dopo mesi complicati, segnati da tante tensioni con la società, il tecnico toscano avrebbe ormai maturato la decisione di chiudere il proprio ciclo a Formello. La sfida contro il Pisa rappresenta così soltanto l’ultimo atto di una stagione lunga e logorante, mentre l’attenzione del club si concentra già sul futuro e soprattutto sul nome del prossimo allenatore biancoceleste.
L’incontro con Claudio Lotito servirà principalmente a definire gli ultimi dettagli economici della separazione. Alla base dell’addio ci sarebbe anche la volontà del tecnico di ritrovare serenità e maggiore centralità nelle decisioni di mercato, aspetto che sarebbe mancato durante la sua esperienza romana.
Nel frattempo la Lazio ha già iniziato a valutare i possibili eredi. In pole position, almeno al momento, ci sarebbe Raffaele Palladino, considerato il profilo ideale per avviare un nuovo progetto tecnico. Restano però vive anche le candidature di Thiago Motta, Sergio Conceiçao, Gennaro Gattuso e Fabio Pisacane, tutti nomi monitorati dal club nelle ultime settimane. La scelta del nuovo allenatore sarà inevitabilmente legata anche alle questioni economiche e agli sviluppi sul mercato. Prima di programmare davvero la prossima stagione, infatti, la Lazio dovrà attendere chiarezza sui margini operativi concessi dai controlli finanziari previsti entro fine giugno.
In casa Fiorentina continua a tenere banco il rebus legato al futuro di Paolo Vanoli. Dopo aver centrato l’obiettivo salvezza, il tecnico varesino aspetta ancora una risposta definitiva dalla società, chiamata a decidere se esercitare o meno l’opzione per il rinnovo del contratto. Nel frattempo, però, il club viola si starebbe già guardando intorno. Il caso di addio, il nome che resta in pole position per i gigliati è quello di Fabio Grosso, reduce dall’esperienza sulla panchina del Sassuolo.
L’ex campione del mondo, infatti, gode della piena stima del direttore sportivo Fabio Paratici, con cui ha costruito un rapporto molto solido ai tempi della Juventus. Un legame che potrebbe trasformarsi in una pista concreta qualora la Fiorentina decidesse di voltare pagina e salutare Vanoli. A confermare come il profilo di Grosso sia tutt’altro che casuale, ieri sera alcuni membri del suo entourage erano presenti sugli spalti dell’Artemio Franchi per assistere alla sfida contro l’Atalanta.
Ma gli agenti di Fabio Grosso non erano gli unici spettatori d'eccezione al Franchi ad assistere dal vivo al match. Tra il pubblico presente in tribuna vi era anche il direttore sportivo del Bologna Giovanni Sartori. Non è una novità che il dirigente dei rossoblù si rechi dal vivo a vedere le partite, ma la sua presenza può essere legata anche a Raffaele Palladino, tra i nomi più caldi in caso di addio al Bologna di Vincenzo Italiano.
Il futuro della Juventus resta sospeso tra il peso dei risultati e le decisioni che arriveranno soltanto dopo il derby contro il Torino. La qualificazione in Champions League rappresenta uno spartiacque fondamentale per gli equilibri interni al club, anche se la sconfitta contro la Fiorentina ha inevitabilmente incrinato alcune certezze e acceso nuove riflessioni ai vertici societari, a partire dalla posizione di Damien Comolli (QUI il nostro approfondimento).
Eppure, in questo clima di incertezza, una figura sembra aver mantenuto saldo il sostegno dello spogliatoio, quella di Luciano Spalletti. Come riferito da Tuttosport sulle proprie colonne, nonostante i risultati altalenanti tra campionato, Champions League e Coppa Italia, il tecnico continua a godere della fiducia di gran parte del gruppo bianconero, che ne apprezzano la chiarezza nella comunicazione, la coerenza nella gestione e soprattutto la capacità di proteggere la squadra nei momenti più difficili.
Molti senatori della rosa si sarebbero addirittura schierati apertamente dalla sua parte, riconoscendo i miglioramenti tattici e mentali portati dal suo lavoro quotidiano. Allenamenti moderni, attenzione al pallone e un approccio più leggero alla gestione del gruppo hanno contribuito a creare un clima collaborativo alla Continassa, nonostante qualche inevitabile malcontento individuale per il minutaggio ridotto.
SALAH E L'ADDIO AL LIVERPOOL, L'EMOZIONANTE VIDEO TRIBUTO SUL PRATO DI ANFIELD. SI RITIRA JOSUHA GUILAVOGUI: "NON PIANGIAMO PERCHÉ È FINITA, SORRIDIAMO PERCHÉ È ACCADUTO”. A BREMA CAMBIA IL PORTIERE: BACKHAUS VA A FRIBURGO, IL WERDER RISCATTA HEIN DALL'ARSENAL
In sottofondo la canzone "Hoppípolla" del gruppo musicale islandese Sigur Rós. Poi un video di quasi 5 minuti in cui il Liverpool ha voluto celebrare uno dei suoi protagonisti più importanti degli ultimi anni. L'avventura di Mohamed Salah nella città dei Beatles terminerà ufficialmente domani pomeriggio ma i Reds non potranno mai dimenticare le sue giocate. E così, accompagnato dalle figlie sul prato di Anfield, l'egiziano ha rivissuto i momenti più belli della sua esperienza inglese, attraverso dei quadri che il club ha disseminato lungo tutto il terreno di gioco.
Un momento emozionante, una grande storia che si chiude.
Si chiude la carriera di Josuha Guilavogui. L’ex centrocampista della nazionale francese - sette presenze all’attivo con Les Bleus - ha annunciato il ritiro dal calcio professionistico all’età di 35 anni attraverso un lungo e toccante messaggio pubblicato sui social.
Cresciuto nel vivaio del Saint-Étienne, Guilavogui si era imposto nel calcio francese fino a conquistare la Coupe de la Ligue nel 2013. Successivamente aveva intrapreso un percorso internazionale che lo aveva portato a vestire la maglia dell’Atlético Madrid, con cui aveva vinto la Liga nella stagione 2013-14. Nel corso della sua carriera ha poi giocato anche per Wolfsburg, Bordeaux, Magonza e Leeds.
Nel messaggio d’addio, il francese ha voluto ringraziare il calcio per tutto ciò che gli ha regalato durante il suo percorso: "Caro calcio, chiedi tanto ma restituisci ancora di più. Mi hai dato la possibilità di realizzare il sogno di mio padre, che poi è diventato anche il mio e quello di milioni di bambini in tutto il mondo. Guardandomi indietro, mi rendo conto dei momenti indimenticabili che mi hai regalato. Avrei voluto chiederti ancora di più, ma so anche che avrei potuto ricevere molto meno. Tu probabilmente mi dimenticherai, come hai fatto con altri giocatori più grandi di me, ma io non ti dimenticherò mai. È arrivato il momento di scrivere la frase che tutti i calciatori prima o poi devono pronunciare: appendo gli scarpini al chiodo. La pagina si gira, ma il libro resta aperto. Non piangiamo perché è finita, sorridiamo perché è accaduta. Grazie calcio".
Importanti novità tra i pali del Werder Brema in vista della stagione 2026/27. Dopo otto anni trascorsi in biancoverde, Mio Backhaus lascia il club per trasferirsi al Friburgo, mentre la società anseatica ha deciso di esercitare l’opzione di acquisto per Karl Hein, prelevandolo a titolo definitivo dall’Arsenal. Sarà lui il nuovo portiere titolare della squadra.
L’amministratore delegato dell’area sportiva del Werder, Clemens Fritz, ha commentato con rammarico l’addio di Backhaus, sottolineandone l’importanza sia in campo sia all’interno dello spogliatoio: "Dal punto di vista sportivo e umano non è una separazione semplice. Mio ha disputato una stagione d’esordio in Bundesliga di altissimo livello e ha rappresentato una figura molto importante per il gruppo. Il Friburgo ha presentato un’offerta che costituisce una grande opportunità per il giocatore e, allo stesso tempo, un’operazione estremamente vantaggiosa per il club dal punto di vista economico. Tutte le parti sono soddisfatte dell’accordo e gli auguriamo il meglio per il futuro".
Contestualmente, il Werder ha confermato l’acquisto definitivo di Hein. Fritz ha spiegato che il portiere estone aveva già dimostrato il proprio valore nella scorsa stagione e che il club è felice di affrontare il nuovo campionato con un numero uno affidabile tra i pali. Entusiasta anche lo stesso Hein: "Sono molto felice di restare a Brema. Il Werder è uno dei club più prestigiosi della Bundesliga e vanta una storia straordinaria. Mi sono sentito a casa fin dal primo giorno, sia in città sia all’interno della società, e sono orgoglioso di poter continuare a far parte di questa realtà".
Arrivato in prestito dall’Arsenal nell’estate del 2025, il 24enne ha collezionato due presenze in Bundesliga prima che un infortunio alla mano, subito a marzo, lo costringesse a chiudere anzitempo la stagione. Completamente ristabilito, l’estone è ora pronto a raccogliere l’eredità di Backhaus e a difendere la porta del Werder da titolare nel prossimo campionato.











