Caos FIFA, Infantino si sente isolato: ora cerca l'appoggio di Trump (che non risponde)
La posizione di Gianni Infantino alla guida della FIFA appare sempre più delicata. Dopo il clamoroso passo indietro sul progetto di creare una società commerciale aperta a investitori privati, il presidente della massima istituzione del calcio mondiale si trova ora ad affrontare una crescente ondata di contestazioni interne, tanto che diverse federazioni nazionali e la UEFA spingerebbero ormai per un cambio al vertice.
Trump si nega
Fino a poche settimane fa la sua rielezione per un terzo mandato nel 2027 sembrava una formalità. Oggi, invece, lo scenario è radicalmente cambiato. Uno dei segnali più evidenti è arrivato dalle dimissioni, con effetto immediato, del suo principale consigliere Carlos Cordeiro, contrario al progetto di privatizzazione e, secondo quanto emerso, neppure informato preventivamente sull'iniziativa. Nel tentativo di ricompattare il consenso attorno alla propria figura, Infantino avrebbe cercato l'appoggio di alcuni alleati di peso, tra cui il presidente degli Stati Uniti. Donald Trump. Secondo il New York Post, però, il numero uno della FIFA avrebbe provato più volte a contattarlo senza però ricevere risposta.
Lo stesso quotidiano statunitense riferisce che Infantino avrebbe cercato anche un confronto con il segretario di Stato, Marco Rubio, per discutere del ruolo del calcio come strumento di "soft power" degli Stati Uniti. Una ricostruzione è stata immediatamente smentita dal vice di Rubio, Dylan Johnson, che sui social ha precisato: "Non è previsto alcun colloquio tra Marco Rubio e Infantino e non c'è alcuna telefonata in programma". Anche dalla Casa Bianca non sono arrivate conferme. Interpellato sull'eventuale sostegno di Trump al presidente della FIFA, l'ufficio stampa presidenziale ha preferito non rilasciare dichiarazioni.
Un rapporto che fa discutere
Le polemiche, inoltre, non riguardano soltanto la gestione della FIFA, ma anche il rapporto tra Infantino e Trump. I due hanno consolidato la propria vicinanza durante il Mondiale 2026 disputato negli Stati Uniti, apparendo insieme in numerose occasioni ufficiali, fino alla cerimonia di premiazione della Spagna campione del mondo. Questa relazione è finita nel mirino anche della politica americana: un deputato del Partito Democratico ha chiesto formalmente a Infantino di comparire davanti a una commissione parlamentare per chiarire la natura dei suoi rapporti con il presidente statunitense. Parallelamente, l'organizzazione per i diritti umani FairSquare ha presentato un esposto alla Commissione Etica del Comitato Olimpico Internazionale, accusando il presidente della FIFA di aver violato in più occasioni il principio di neutralità politica previsto dalle norme del CIO.
Con tutte queste polemiche, il futuro di Gianni Infantino alla guida della FIFA appare oggi molto meno solido rispetto a quanto sembrasse solo poche settimane fa.






