Centoventidue giorni dopo, l'Hellas torna a fare punti. Nuova vita in gialloblù per Djuric?
Centoventidue giorni. Tanto era passato dall'ultima volta che l'Hellas aveva raccolto almeno un punto in campionato: era il 4 settembre, in panchina sedeva ancora Cioffi, e i gialloblù regolarono al Bentegodi la Sampdoria grazie allo show di Josh Doig. Il pareggio di ieri contro il Torino ha interrotto un lunghissimo digiuno, all'interno del quale si è consumato il crollo verticale della squadra, precipitata rapidamente all'ultimo posto in classifica. Ecco perché il pari con i granata, pur spostando poco o nulla negli equilibri di classifica, può rappresentare in questo senso un nuovo inizio.
Segnali di crescita: un elemento in controtendenza rispetto al passato
All'Olimpico si è vista una squadra più viva di quella che avevamo lasciato a novembre. Con immutati limiti tecnici, ma certamente più pugnace e mentalmente determinata. Lo si evince soprattutto dall'assorbimento dell'urto dopo la rete di Miranchuk: aver impedito al Toro di completare la rimonta costituisce per molti versi un piccolo passo in avanti rispetto alle fragilità (sulle quali occorre ancora lavorare) del blocco di campionato pre-Mondiale.
Djuric protagonista: cambia il suo destino sul mercato?
A proposito di nuovi inizi, quello di Djuric è stato il primo gol ufficiale in maglia gialloblù. Zaffaroni l'ha preferito a Henry, rimasto in panchina per tutto l'incontro. Un segnale che ha una direzione duplice: l'ex Venezia non è più un titolare inamovibile e di fronte all'offerta giusta può partire, mentre il bosniaco - corteggiato dalla Salernitana - può provare a regalarsi una nuova vita a Verona. "È stato straordinario, per noi è fondamentale e ce lo teniamo stretto", ha assicurato nel dopo-gara Zaffaroni. La presa di posizione del comparto tecnico è netta: la palla, ora, è nelle mani della dirigenza.






