Chiesa resta a Torino, la Juve a Nantes per evitare il tonfo: Allegri si affida ai soliti noti
La sfida casalinga dell’andata doveva essere quella in cui costruire, se non addirittura ipotecare, la qualificazione. Così invece non è stato per la Juventus che ha dato speranze e consapevolezza al Nantes trascinando i discorsi al match in terra francese in programma nel tardo pomeriggio di oggi. “Quest’anno la Juventus ha un obiettivo importante, - ha raccontato Massimiliano Allegri nella conferenza stampa di vigilia, - ossia di passare il primo turno di qualificazione, anche se questi sono i sedicesimi di finale, visto che negli ultimi tre anni siamo sempre usciti agli ottavi in Champions. È come una finale, una partita unica, visto che i gol in trasferta non contano più il doppio”.
La Juventus a Nantes senza Chiesa per evitare il tonfo.
Un pessimo risultato europeo è già arrivato qualche mese fa per la Juventus con l’eliminazione ai gironi di Champions League e la retrocessione in Europa League. Lasciare la seconda competizione ai playoff in una doppia sfida col Nantes sarebbe un tonfo impossibile da digerire, per questo motivo la concentrazione è massima per tornare dallo Stare de la Beaujoire con la qualificazione in tasca. La Vecchia Signora dovrà farlo senza Federico Chiesa, rimasto a Torino dopo essersi allenato in palestra alla vigilia. Ha spiegato la decisione Allegri, col numero 7 fermatosi proprio nella gara d’andata: “Purtroppo non l’abbiamo ma lo sapevamo. Quando un giocatore sta dieci mesi senza giocare e poi rientra, quando fa due partite di seguito possono venire fuori dei piccolo acciacchi che non sono niente di grave però condizionano la possibilità di averlo a disposizione”.
Allegri si affida ai soliti noti.
Senza Chiesa crolla l’opportunità del tridente con Di Maria e Vlahovic visto una settimana fa all’Allianz Stadium. “Con l’assenza di Chiesa, - ha spiegato Allegri, - non possiamo giocare con i tre davanti. Anche in previsione al fatto che la partita potrebbe durare 120 minuti, dunque abbiamo anche bisogno dei cambi con certe caratteristiche”. Così dall’inizio il tecnico livornese si affiderà ai soliti noti all’interno del vestito tattico indossato da Madama negli ultimi mesi. Terzetto brasiliano in difesa, De Sciglio (favorito su Cuadrado da utilizzare come arma a gara in corso) e Kostci sugli esterni, la mediana con Fagioli e Rabiot ai lati di Locatelli e i due chiamati a trascinare la squadra verso gli ottavi di finale a suon di giocate: quei Di Maria e Vlahovic, licenza, anzi necessità, di inventare e segnare.






