Come poteva pensare Marotta di fare accettare due retrocessioni di ufficio?
Le parole di Urbano Cairo sulla scelta di Giuseppe Marotta di cercare di far passare il format da 20 squadre a 18 appaiono lampanti. "Il clima era cordiale, civile, senza toni alti. S'è discusso in maniera positiva, ma le cose che si sono dette son queste. Quella che hanno voluto fare è sembrata una Superleghina". E poi... "L'Assemblea ha confermato con una maggioranza schiacciante, sedici voti contro quattro, la volontà da una parte di mantenere il diritto d'intesa e dall'altra di mantenere il format a venti squadre. Anche perché se guardi i campionati più importanti d'Europa, quello inglese e quello spagnolo, hanno venti squadre. Vuol dire che quello è il format che funziona. Secondo me quell'incontro in FIGC delle tre squadre (Inter, Milan e Juventus, ndr) non è stato ben visto, è giusto che la Lega abbia una sua compattezza".
Sarebbe bello capire come mai non ci siano stati grandissimi litigi per questa riunione carbonara che voleva decidere - fra tre squadre e FIGC - del futuro del calcio italiano. Ma la domanda è un'altra: come poteva pensare Marotta di fare accettare due retrocessioni di ufficio? La realtà è, come al solito, dalla parte dei soldi: 18 squadre si spartiscono la torta invece che 20, il paracadute per la B si attenua e quindi alcuni club rimangono sempre in Serie A - chi ha votato sì, quindi, come Inter, Milan, Juventus e Lazio - mentre le altre vedrebbero il loro nome, ciclicamente, arrivare alla cadetteria.
La realtà è che i ricchi vorrebbero ancora di più. E non avere un rischio di impresa, come Agnelli qualche anno fa con la Superlega. Le parole di Cairo sono verissime, volevano una Superleghina per eliminare ancor di più la possibilità di retrocedere e comunque rendere strutturali i guadagni. Non funziona così nello sport che vuole vittorie a rotazione: basti vedere in NBA, anche se è a numero chiuso. Ma anche nella Formula 1... La realtà è che sarebbe un successo se il calcio italiano livellasse gli introiti per tutti, per avere più competitività.
Ah, a proposito: De Laurentiis si lamentava delle città con 20 mila persone in Serie A. Non ce n'è nessuna.






