Como, Fabregas sul futuro di Morata: "Deve dimostrare che vuole stare qua"
"La posizione di Mattia è mobile, come Caqueret e Da Cunha. Proviamo a farlo adattare il più velocemente possibile, oggi è entrato più dentro al campo". Parla così Cesc Fabregas, allenatore del Como, ha commentato così la seconda titolarità in campo di Mattia Liberali nella finalina disputata e vinta per 3-2 contro il Famalicao al Sinigaglia. Rodaggio in corso, ma sempre ottimi segnali dal trequartista di 19 anni.
Lungo la conferenza stampa il tecnico spagnolo si è soffermato anche sul futuro di Alvaro Morata, tra la permanenza a Como e il possibile addio: "Alvaro piaccia o non piaccia non è mio fratello o mio amico. Io sono un allenatore che deve prendere le decisioni. Alberto Moreno e Sergi Roberto sono amici, spero per la vita. Il figlio di Alberto Moreno è stato a casa mia una settimana, mio figlio e il suo sono amici".
Su quanto incida il suo ruolo da tecnico e la figura di Morata dentro e fuori dal campo, con un indizio: "Il mio è il lavoro di un allenatore. Devo fare il bene del club. Poi è una persona che aiuta molto le nuove generazioni, prova ad aprirsi sempre e a dire quello che sente. È un esempio, una persona con un grandissimo cuore. In questo momento, tutti iniziano da zero. Quello che hanno fatto l'anno scorso non serve. Deve dimostrare che vuole stare qua e crescere. Vogliamo arrivare allo standard d'élite, ma il nostro contesto lo sappiamo. Sappiamo le esigenze dell'anno scorso: avesse fatto meno dell'anno scorso ci sarebbero stati altri giudizi. Sappiamo dove vogliamo andare e cosa fare, l'opinione pubblica non è importante per noi. Ma qui deve esserci il livello giusto per continuare con noi".






