Como, Fabregas su Sanchez: "Non lo cercavamo, è successo qualcosa che non ci aspettavamo"
Nel corso della conferenza stampa tenuta a due giorni dalla sfida che i suoi affronteranno contro il Genoa il tecnico del Como, Cesc Fabregas, ha parlato anche dell'arrivo di Robert Sanchez in porta e della concorrenza che si creerà ora con Butez.
Fabregas parla di Sanchez
Sull'arrivo di Sanchez, ha spiegato: "Non cercavamo un portiere, poi è successo qualcosa che non ci aspettavamo. Cinque giorni fa Noel Törnqvist è venuto da me dicendo che aveva un paio di possibilità di trasferimento. Sono stato molto sincero: se avessimo trovato un altro portiere, sarebbe potuto andare; altrimenti sarebbe dovuto rimanere, perché abbiamo bisogno di tre portieri. Poi qualcosa è cambiato. Il giorno successivo è tornato da me. Per otto mesi avevo visto una persona incredibile e in due giorni ne ho vista un’altra. È stata una cosa brutta e lo dico pubblicamente: ha voluto forzare molto la partenza e questo non mi è piaciuto".
Il tecnico ha proseguito: "Abbiamo cercato anche portieri italiani, in Serie B e in altri campionati, ma non abbiamo trovato quello che cercavamo. Poi il Chelsea ha preso Emiliano Martínez ed è nata l’opportunità Robert Sánchez. Abbiamo fatto un tentativo e lui ha accettato subito. La concorrenza con Butez? Jean nell’ultimo anno e mezzo è stato praticamente da solo, senza competizione. Ha fatto incredibilmente bene ed è stato fondamentale per noi, tante volte ha stretto i denti per giocare mentre noi pregavamo. Nel Como non ci sono titolari e riserve. Il posto bisogna guadagnarselo. Se uno sta meglio gioca, se abbassa il livello e l’altro sta meglio gioca l’altro. È la cosa più normale nel calcio. Butez l’ha presa come una sfida, da persona matura e da professionista".
Fabregas e la Champions
Sulla lista Champions: "Questa scelta ci ha obbligato a prenderne un’altra per la lista Champions. Magari una brutta notizia per qualche giocatore che prima sarebbe stato dentro e adesso deve andare fuori. È una delle cose più difficili che abbia dovuto fare nella mia giovane carriera da allenatore. Abbiamo analizzato tutte le partite, gli avversari, le caratteristiche dei giocatori, quali posizioni sono più coperte e dove invece è più difficile rinunciare a qualcuno".
"La Champions è un regalo. Capisco l’emozione, tutti vogliono giocarla, ma la Serie A è la cosa più importante: vogliamo riconfermarci in campionato. Non possiamo andare a mille in Champions e poi tre giorni dopo andare a cinquecento in campionato. Se non sapremo gestire le energie e le forze, credetemi, sarà una stagione molto lunga e pesante". Sulla sfida al Genoa: "Andare a Genova è sempre una grandissima sfida. Marassi per me è una piccola Bombonera: c’è un ambiente di calcio spettacolare, mi ricorda la Premier League. Verranno a pressare a mille. Giocano praticamente in dodici perché il pubblico spinge tantissimo».






