Como, Nico Paz e Baturina sanno convivere. Fabregas: "Ci si può fidare di loro. Vi spiego"
Thierry Henry, consueto commentatore per le serate di Champions League per CBS Sports Golazo nonché azionista di minoranza del Como, ha chiesto a mister Cesc Fabregas alcune curiosità in merito alla riuscita della sua opera dopo il 4-1 contro il Lipsia nel debutto assoluto nella competizione. In particolare della libertà concessa a Nico Paz e Martin Baturina, due '10' puri, sul terreno di gioco.
"Quando ho iniziato ad allenare due o tre anni fa, pensavo di poter controllare tutto. Ora ho accettato che non è così", ha confidato il tecnico dei lariani. "Cerchiamo solo di aiutare i giocatori il più possibile. Esistono diversi tipi di calciatori: alcuni hanno bisogno di maggiore struttura tattica, mentre altri hanno più talento e ci si può fidare della loro capacità di esprimersi in modi differenti".
Due assist per Paz, un gol e un assist per Baturina in una serata memorabile."Ho sempre avuto la sensazione che la figura del numero 10 si stia un po' perdendo nel calcio moderno", ha proseguito nella spiegazione Fabregas. "Ho avuto la fortuna di giocare in quel ruolo e credo che sia un compito fondamentale. A volte, noi allenatori rischiamo di essere troppo limitanti nei confronti del talento puro di certi elementi. Ho la grande fortuna di poter contare su due giovani di straordinaria prospettiva, di 22 e 23 anni. Hanno ancora molta strada da fare e il nostro compito è guidarli", ha sottolineato l'allenatore del Como.
"Mostriamo loro come pressa l'avversario, se difendono a uomo o a zona, se giocano con un solo mediano e come si muove quel determinato interprete", ha detto Fabregas. "Spieghiamo queste dinamiche e poi cerchiamo di creare sovraccarichi, superiorità numeriche e spazi affinché anche gli altri compagni possano fare male". Con un segreto finale: "Ma, alla fine dei conti, si tratta soprattutto di riporre fiducia nei propri giocatori".






