Cosa ci ha lasciato il Mondiale - Chi sono gli uomini mercato dell'Uruguay
Il Mondiale dell'Uruguay è stato un fiasco pieno di lacrime, amare, dell'ultima volta della generazione Celeste che tante gioie ha regalato a un popolo speciale in quanto a produzione di talento e calciatori. Quella di Diego Alonso è stata una Nazionale che ha messo insieme due gruppi talmente diversi da non riuscire a trovare una giusta amalgama. In due hanno brillato, Federico Valverde e Rodrigo Bentancur, ma il primo è un perno del Real Madrid e il secondo è il faro del Tottenham. Così non emerge dal Qatar una Nazionale che dà grandi spunti anche agli addetti ai lavori, ai cacciatori di talenti, a chi abbia seguito con profonda attenzione la Celeste in cerca della solita grande promessa o del campione a cui mancava solo l'ultimo passaggio prima di brillare.
Zero assoluto. Tranne Suarez
Già di partenza c'era ben poco da osservare nella formazione di Alonso. Dietro due garanzie, Ronald Araujo e José Maria Gimenez, più Diego Godin o Martin Caceres che hanno già dato il meglio. Nicolas de la Cruz, da troppo tempo una promessa dell'Uruguay, non ha messo in mostra le belle cose del River Plate e Facundo Pellistri, ventunenne acerbo per Erik ten Hag, ha confermato le impressioni del Manchester United. Bravo ma non ancora abbastanza per il grande salto. Sicché Giorgian de Arrascaeta, ventotto anni, del Flamengo, nonostante la doppietta col Ghana non pare esser finito su alcun taccuino e il paradosso è che l'unico uomo mercato della Celeste è uno dei suoi grandi vecchi. Luis Suarez. Perché ha chiuso il rapporto non solo con la Nazionale ma anche con il Nacional de Montevideo. Uno svincolato di lusso, sì, ma non certo abbastanza per considerarla una Nazionale da spunti interessanti. Anzi.






