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Critiche e insulti a Bastoni, lui un anno fa disse: "Tanti parlano e non sanno niente di calcio"

Critiche e insulti a Bastoni, lui un anno fa disse: "Tanti parlano e non sanno niente di calcio"TUTTO mercato WEB
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Alessio Del Lungo
Oggi alle 20:36Serie A
Alessio Del Lungo

Alessandro Bastoni in questo periodo è finito ovviamente nel mirino della critica, ma il problema non è certamente questo. Dopo un errore come quello che ha commesso contro la Bosnia, è giusto che venga giudicato negativamente, però tutto deve limitarsi all'aspetto sportivo e non riguardare altri ambiti come quello personale. Gli insulti, le offese e le minacce sono sempre da condannare.

A questo proposito è tornata d'attualità un'intervista fatta da Alessandro Cattelan nel podcast Supernova proprio ad Alessandro Bastoni. Il difensore dell'Inter e dell'Italia, esattamente un anno fa, disse: "Non puoi insultarmi la famiglia o augurarmi la morte perché ho sbagliato un passaggio o un gol. È normale che i social hanno portato a questa cosa che è completamente malsana: chi ha un carattere forte e non gli interessa può andare avanti, altri possono avere difficoltà anche nella prestazione. È una cosa controproducente per il tifoso dell'Inter va a insultare il suo giocatore sui social, non fa il bene del calciatore, della squadra e della società".

Quando gli venne chiesto se queste cose lo toccavano, lui rispose così: "A me posso dire che non mi interessa, li vado a leggere chiaramente, mi dà fastidio quello che mi scrivono, ma non è che la domenica gioco in maniera differente. Alcuni giocano con il freno a mano tirato perché qualcuno gli ha scritto fa schifo. Tornando al rispetto, non puoi dire: 'Devi morire tu e tua figlia'. Il problema è che quando le trovi sotto casa 5 minuti dopo ti dicono che sei un grande e ti chiedono una foto. Anche se non vuoi ti arrivano le voci, sta a te dare il peso giusto alle parole di alcune persone che non sono mai state in uno spogliatoio, non hanno mai giocato a calcio, non hanno mai allenato, non sanno niente di niente e quindi possono parlare finché vogliono. E ce ne sono un bel po'…".

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