Giacinto Facchetti, il campionissimo dell'Inter amato da tutti
Un mito, che ancora oggi rimane un simbolo sempre attuale del calcio italiano. Parliamo di Giacinto Facchetti, protagonista della nuova puntata di Storie di Calcio, in onda su TMW Radio.
Considerato come uno dei più forti calciatori italiani della storia, occupa la 42ª posizione nell'omonima classifica stilata dall'IFFHS. Inoltre è stato inserito inoltre per otto volte tra i candidati alla vittoria del Pallone d'Oro, arrivando a ricoprire nel 1965 la seconda posizione alle spalle di Eusebio. E nel 2018 la rivista France Football lo ha anche inserito nella lista dei 100 giocatori più importanti nella storia dei mondiali. Cresciuto nella Zanconti GSD Treviglio, passò per tre anni alla Trevigliese per poi legare il suo nome in maniera indissolubile con quello dell'Inter, del quale fu giocatore dal 1960 al 1978 per un totale di 637 partite e 76 reti, per poi tornarvi per essere presidente dal gennaio 2004 al settembre 2006. Con la maglia nerazzurra ha conquistato nove trofei, vincendo quattro campionati e una Coppa Italia, oltre a due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Sotto la sua presidenza, l'Inter ha vinto un campionato, due Coppe Italia e due Supercoppe italiane. E in Nazionale poi la vittoria degli Europei del 1968, oltre al secondo posto al Mondiale del '70.
A parlarne è stato il figlio Gianfelice: "Mio papà è stato un padre normale, con tutto ciò che di positivo può voler dire. Pur facendo un lavoro che lo teneva molto lontano da casa, ha sempre cercato di essere una figura presente, anche con una solida alleanza con mio madre. Ha cercato sempre di non far mancare nulla a noi figli, per inseguire i nostri sogni. Era una generazione di atleti che vivevano un mondo in cui il calcio poteva essere vissuto molto tranquillamente fuori dal campo. Non ci siamo mai sentiti diversi dagli altri. Era partito dalle case popolari di Treviglio, rimasto orfano della mamma abbastanza presto e con una famiglia molto grande, si è portato dietro un bagaglio importante. Era amato, stimato non solo dai tifosi interisti, perchè è stato un simbolo della Nazionale azzurra. Mi ricordo da piccolo ero circondato dai compagni di squadra di mio padre. Erano dei giganti per me, e ancora oggi mi dà un senso di sicurezza. Avevo neanche 4 anni, vedevo tutti muscolosi e mi ricordo l'odore della canfora che veniva dai loro muscoli, il verde luccicante dell'erba, e le voci dello spogliatoio".
Mentre su mamma Giovanna e "papà" Giacinto ha aggiunto: "Si sono conosciuti in una balera vicino Crema, all'epoca mio padre era un calciatore che cominciava a diventare conosciuto, mia madre era impiegata all'Innocenti a Milano, e veniva da una famiglia di tifosi juventini, quando si sono conosciuti ci fu un po' di resistenza ma non era per motivi calcistici. Poi si fidanzarono e il viaggio di nozze ci fu quando mio padre faceva il servizio militare. Siamo 4 figli, loro erano ancora giovanissimi quando siamo arrivati noi. Comunque poi in famiglia si sono tutti convertiti all'Inter. Facchetti fuori dal campo? Mi ricordo al mare, dove si incontravano tanti giocatori della Fiorentina. E mi ricordo tanti campioni che ho incontrato grazie a papà".











