Da McTominay a Hojlund, Conte ha ridato vita ai campioni: con l'Udinese tocca ancora a loro
I successi conquistati dal Napoli nell’era Antonio Conte non si spiegano soltanto con i trofei alzati al cielo, ma anche con la crescita evidente di diversi giocatori trasformati dal tecnico salentino. Scudetto e Supercoppa portano infatti la firma di un gruppo che, in molti casi, ha raggiunto il massimo rendimento proprio sotto la sua gestione.
Il simbolo più evidente del lavoro di Conte è Scott McTominay. Arrivato dal Manchester United dopo stagioni complicate, il centrocampista scozzese si è preso il centro del progetto azzurro diventando un leader tecnico e realizzativo, con 27 reti complessive nei due campionati vissuti a Napoli.
Importante anche l’evoluzione di Hojlund, autore di 16 gol stagionali e considerato ancora un attaccante dai grandi margini di miglioramento. Conte ha valorizzato pure Anguissa, cresciuto soprattutto in zona offensiva prima dello stop per infortunio.
Tra i giocatori rilanciati figurano anche Juan Jesus, Spinazzola ed Elmas, spesso utilizzato come autentico jolly tattico. Hanno invece mantenuto standard elevati Di Lorenzo, Rrahmani, Lobotka e Politano, quest’ultimo particolarmente apprezzato per il lavoro difensivo e di sacrificio.
Menzione speciale anche per i giovani Vergara e Alisson Santos. Partiti inizialmente dietro nelle gerarchie, i due hanno saputo conquistare spazio e fiducia nel corso della stagione, confermando ancora una volta la capacità di Conte di incidere profondamente sulla crescita dei propri calciatori.











