Da post Handanovic a discusso in provincia. Musso deve ancora convincere
Juan Musso incomincia a essere un rebus per l'Atalanta. Al netto dei due gol subiti contro il Bayer Leverkusen negli ottavi di Europa League, anche un po' sfortunati e probabilmente imparabili, la sensazione è quella di un portiere che non dà la giusta serenità alla difesa e soprattutto all'ambiente, che vive ogni retropassaggio all'indietro come un momento topico della partita, con il rischio di combinare la frittata più spesso di quanto accade poi. Un po' come se quel che è successo fra Benzema e Donnarumma fosse quasi la normalità, invece che un evento eccezionale. Musso così è passato dallo status, quasi certo ma che poi non si è verificato, di possibile post Handanovic, a discusso in provincia.
Sportiello convincente.
Finora in campionato, l'ex Fiorentina, ha giocato due partite. Una con il Genoa, nel pareggio prima di Natale, dove non è mai stato impegnato. Poi contro la Juventus, dove ha detto di no un paio di volte a Vlahovic, con parate di alto livello. Così il partito pro Sportiello è cresciuto molto, nonostante qualcuno non gli perdoni ancora le parole di qualche tempo fa, quando era andato a vestire il viola. Difficile pensare che i ruoli possano essere sovvertiti, perché Musso è stato acquistato per 20 milioni di euro ed è stato richiesto espressamente dal tecnico: un portiere che fosse indiscutibilmente il titolare, dopo le staffette fra Sportiello e Berisha, ma anche con Berisha e Gollini.
Difendere un investimento.
Lo stesso Gollini, con ogni probabilità, tornerà a Bergamo alla fine del prestito con il Tottenham. Mentre Musso rischia di perdersi e non performare più ai livelli di Udine se messo troppo in discussione. Quindi, almeno per ora, l'Atalanta non ha nessuna intenzione di farlo. Certo è che, al netto dei gol subiti con il Bayer, dovrà avere più sicurezza, soprattutto con i piedi e nelle uscite basse. Fra i pali è quasi incontestabile, sul resto dovrà lavorare.






