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Dal tè al "povero immigrato": Fiorentina-Juventus è anche Commisso contro Agnelli

Dal tè al "povero immigrato": Fiorentina-Juventus è anche Commisso contro Agnelli TUTTOmercatoWEB
© foto di Image Sport
Ivan Cardia
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Ivan Cardia
mercoledì 2 marzo 2022, 16:30Serie A

Tifoso della Juventus, patron della Fiorentina. E si può dire tutto, tranne che abbia paura di dire quello che pensa. Rocco Commisso non ha mai nascosto la sua fede di gioventù, a tinte bianconere. A Firenze gliela ricordano di tanto in tanto, quando le cose vanno meno bene, o quando le cessioni più remunerative della sua gestione avvengono in direzione Torino. Da quando è diventato proprietario dei gigliati, però, il tycoon italo-statunitense non ha lesinato vere e proprie stoccate all’indirizzo dei rivali.

Galeotto fu un tè. La sfida di questa sera, oltre a essere la storia di una rivalità e di una lunga serie di affari, è anche caratterizzata dalle invettive mediatiche di Rocco Commisso e Andrea Agnelli. Il primo “scambio di vedute”, però, il numero uno dei gigliati lo ha avuto con Pavel Nedved, vicepresidente bianconero, che gli consiglia di prendere un tè per calmare la verve polemica post partita. “Sette mesi che sono qui e non ho mai criticato l’arbitro - dice Commisso dopo un 3-0 subito a Torino con due rigori per la Juve - ora ci vuole. Il tè? Perché non se lo prende lui? Non sono lo scemo d’America”. Prime avvisaglie di un confronto dialettico che nei mesi successivi prenderà una piega ancora più polemica, soprattutto nei confronti del massimo dirigente juventino.

La Superlega e il povero immigrato. Tema di dissapore diventa ben presto il campionato di élite al quale proprio Agnelli lavora: “È solo una sua idea - dice Commisso ad aprile 2020, in tempi non sospetti - e penso che non verrà mai realizzata”. Nell’estate successiva, la Fiorentina cede alla Juventus il proprio miglior giocatore, Federico Chiesa: “Un povero immigrato - https://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/fiorentina-commisso-su-chiesa-un-povero-immigrato-ha-dovuto-finanziare-gli-agnelli-1444513scherza il patron viola - è dovuto tornare in Italia per finanziare gli Agnelli vendendo un giocatore a rate”. Ad aprile 2021, si torna a parlare di Superlega, nel frattempo diventato argomento di attualità: “Un formato arrogante, egoista ed elitario. Le dodici fondatrici sono state irrispettose”. Non finisce qui.

L’intervista al Financial Times. La vis polemica di Commisso, col passare dei mesi, si sposta sempre più verso il tema degli agenti, delle spese pazze del calcio, dei bilanci in difficoltà. La Fiorentina, nel frattempo, propone anche un decalogo. Sul tema, a gennaio 2022, il più prestigioso quotidiano economico-finanziario al mondo intervista il patron gigliato. Ne nasce una lunga chiacchierata, con toni anche piuttosto duri nei confronti delle proprietà delle tradizionali grandi italiane. Su tutte, ancora, la Juventus di Agnelli: “Negli USA gli azionisti avrebbero fatto causa a quei motherfuckers, scusate il linguaggio”. Ma ce n’è per tutti: “Ci sono anche gelosie, è vero. Perché chi altro ha fatto quello che ho fatto io in Italia? Vuoi che li elenchi? Non gli Agnelli. Il nonno, forse, non i nipoti. Non Gordon Singer al Milan. Non quel ragazzo di Suning. Usano i soldi degli altri”. Non resta che attendere per il prossimo capitolo.

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