De Ketelaere e non Dybala, l'acquisto di Origi, i rinnovi dei 'vecchi': così Maldini è in bilico
Tira aria di riflessioni e di decisioni determinanti per il domani per il Milan. Arrivare in semifinale di Champions League era un obiettivo insperato ma per come è maturata l'eliminazione, per come si è girata la stagione proprio in queste ultime settimane, qualcosa sembra essersi incrinato in casa rossonera. Abbiamo raccontato su queste colonne (a questo link trovate un lungo approfondimento) che adesso in Via Aldo Rossi c'è una nuova figura forte. Ovvero Giorgio Furlani, CEO rossonero, decisivo nella trattativa del rinnovo di Rafael Leao e uomo in totale sintonia con le idee di Gerry Cardinale e della nuova proprietà. Sono conciliabili con quelle di Paolo Maldini?
Le dure frasi del dirigente
Anche senza leggere tra le righe, basta poco per capire la distonia che c'è tra la visione del progetto della leggenda rossonera e quella del club. Le frasi su Paulo Dybala e su Charles de Ketelaere raccontano di un modo di interpretare quel che può aspettare il Milan nelle prossime sessioni di mercato. Già: però CDK è stata una scelta degli uomini mercato, l'input del club è stato sul 'tipo' di target. E in fondo, l'acquisto di Divock Origi e la volontà di confermare due centravanti 'anziani' come Olivier Giroud e Zlatan Ibrahimovic, racconta che in fondo Maldini e Massara hanno avuto ampio margine di manovra. Così il futuro di Maldini è in bilico: servirà un chiarimento, di fatto, con la proprietà per trovare di nuovo sintonia. Ma anche la Champions League: senza la qualificazione tra le prime quattro, ritrovare le vecchie armonie rischia di essere inutile.






