Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
esclusiva

Il Guru dell'Academy del Benfica svela i segreti: Cancelo, Silva, i metodi e i talenti

ESCLUSIVA TMW - Il Guru dell'Academy del Benfica svela i segreti: Cancelo, Silva, i metodi e i talenti TUTTOmercatoWEB
Marco Conterio
autore
Marco Conterio
mercoledì 14 settembre 2022, 10:00Serie A

Rodrigo Magalhaes è ben più del coordinatore tecnico del Benfica e dell'Accademia delle Aquile. E' il guru che insieme a tutto il comparto scouting e del settore giovanile del club di Lisbona ha scoperto, cresciuto e lanciato alcuni dei migliori talenti a livello internazionale. "Se c'è una forza al Benfica è che non parlo di me come singolo e nessuno lo fa -spiega Magalhaes in esclusiva a Tuttomercatoweb.com-: ognuno qui è importante, in ogni ruolo, in ogni posizione, in ogni carica".

Ed è proprio questo uno dei segreti del Benfica, lo scorso anno sul tetto del Mondo: la Youth League prima e poi quello che di fatto è il Mondiale per club a livello giovanile. "Abbiamo una sfera di cristallo dove guardiamo e... Ecco il talento". Magalhaes, diciotto anni al Benfica, sorride. Ne ha visti di giocatori sbocciare nelle Aquile. Da Ruben Dias a Joao Felix, da Joao Cancelo a Ederson, da Bernardo Silva alle ultime gemme come Goncalo Ramos e Antonio Silva. Ma la lista è lunghissima, tanto che ci tiene a sottolineare che "come selling club dei prodotti cresciuti nel settore giovanile siamo in testa a tutte le classifiche".

Niente sfera di cristallo, già, ma nell'Accademia avrete un segreto
"Quello più semplice e difficile insieme. Il lavoro. E poi guardiamo al percorso dei giocatori, dei singoli, e non alle performances delle squadre. A livello di scouting abbiamo in agenda più tornei, più squadre, cerchiamo di essere capillari nella ricerca e poi il percorso interno è sempre orientato alla crescita del singolo in un gruppo e non dei risultati di squadra".

E' al Benfica da tanto tempo, il Campus è stato la vostra forza motrice e vi ha permesso di creare un modello
"Dove l'attenzione è anche su un altro particolare. Allo sviluppo del ragazzo. Faccio un esempio: a dodici anni due ragazzi hanno la stessa età biologica ma sviluppi fisiologici anche di quattro anni di distanza".

Vi è capitato anche coi big?
"Come no: Bernardo Silva è stato fantastico fino all'Under 14, gli altri poi hanno avuto uno sviluppo fisico importante e fino all'Under 18 è stato in difficoltà. Un caso simile è stato Joao Felix, anche se non ha fatto tutta la traiettoria con noi. Penso ad Antonio Silva, diciotto anni e ora titolare nella nostra difesa: in Under 15 non giocava, andava con quelli un anno più piccoli. Per questo dico che il Benfica ha un'attenzione speciale sullo sviluppo a lungo termine, tra i 13 e i 16 anni, quando le fasi di crescita non sono uguali per tutti".

Anche a livello di scouting siete all'avanguardia
"Abbiamo una struttura che funziona benissimo qui in Portogallo, persone che visionano continuamente live i ragazzi. A volte riceviamo dei video ma poi c'è sempre la controprova del live".

Da profondo conoscitore del calcio giovanile: che ne pensa dell'evoluzione dei dati?
"E' importante, anche se è un modello di business diverso, sia per quel che riguarda il Benfica dalle grandi società europee, sia per quel che concerne un settore giovanile da una prima squadra. Il Benfica lo standard non è quello di prendere delle star di prima fascia, non possiamo arrivarci economicamente, dunque serve un nostro modello. I dati sono importanti ma se li incroci col live scouting, coi tuoi modi di giocare, di allenare, di insegnare. Però, ripeto, i dati sono importanti: faccio l'esempio di un club che conosco, dove lo scout ha proposto tre mediani al tecnico della prima squadra. Questo ha incrociato i nomi col suo programma e li ha rispediti al mittente: tutti di ottimo valore ma non efficaci col suo metodo di gioco, perché erano dei grandi recuperatori di palla ma solo nella propria metà campo mentre aveva bisogno di un giocatore che la riprendesse in fase di pressing in quella avversaria".

A 12 anni sono utili?
"Puoi pensare al progetto futuro ma a quell'età devi guardare al talento, non solo alla tecnica o al suo decision making. Faccio un esempio: Ruben Dias parlava, come un generale, in campo, con personalità. Aveva un livello tecnico e decisionale buono, non era il migliore in campo ma guardavamo a quelle caratteristiche. Bernardo Silva prende decisioni straordinarie, ha un mancino incredibile, velocità pazzesca nel breve, intelligenza tattica unica. Quando guardi Gonçalo Guedes pensi a tecnica, forza, capacità in cross, rapidità con la palla. Con Renato Sanches la velocità, un centrocampista che connette i reparti, che corre con la palla, che la riceve, che sa girarsi, un giocatore completo. Non hai dati per supportare questi fattori".

Anche nei trials
"Se sei a un provino, vedi i primi minuti della prova e devi scegliere qualcuno basandoti... Su cosa? Carattere? Skills? Tecnica? Tattica? A volte incroci tutto, a volte vedi qualcosa che spicca sul resto. Vedere 'il più bravo' è facile, i Ruben Dias e i Cancelo devi avere esperienza".

Parliamo delle vostre scoperte. Joao Cancelo, che con Allegri alla Juventus non si è forse capito al meglio ma che con Guardiola si è evoluto in uomo di fascia totale
""Cancelo si è allenato in Under 13, gioca come un'ala ma nella nostra metodologia, in Under 15 e 16 ha sviluppato le caratteristiche in più posizioni. Da ala destra, ala sinistra, terzino destro e sinistro. Bernardo Silva a calcio a 7 giocava da mediano e da ala, in un torneo in Spagna ha giocato anche da centrale di difesa, serviva qualità in prima fase L'evoluzione di Cancelo non è una sorpresa per me, conosco Joao, l'ho visto in più posizioni. Ha giocato in tanti ruoli anche da noi, è naturale per lui farlo in una 3-4-3, in un centrocampo a 5, in una retroguardia a 4, lavora sempre benissimo. Adesso è il migliore al mondo nella sua posizione".

E quanti ne avete scoperti e lanciati
"Abbiamo giocatori nelle migliori squadre: Renato Sanches, Goncalo Guedes, André Gomes, Ederson, Cancelo, Felix, decine di giocatori che giocano nelle grandi squadre. E siamo anche il 'selling club' come giocatori formati nella società. Qui in Portogallo ci sono 3-4, massimo 5 società che lavorano tanto nello scouting e 2-3 di grande livello. Qui abbiamo un grande brand, però non possiamo paragonarci con altre realtà come Spagna e Inghilterra che hanno altre facilities".

I risultati dicono che siete più che un punto di passaggio
"Alcuni vedono il Benfica come uno step per un grande club, siamo una società attrattiva per i giocatori, per essere inseriti in un percorso ed è un peccato perché (ride) il Benfica è già il top!"

Scelta non consueta, Cher Ndour, tra le vostre stelle del settore giovanile, italiano, ha detto sì al Benfica lasciando l'Atalanta
""Abbiamo visto Cher che stava facendo benissimo con l'Italia, giocava col 442 o col diamante in mezzo. E' un ragazzo con qualità che può passare corto e medio con entrambi i piedi, lungo col piede forte. Ha un gran tiro, è intelligente, è stato un'opportunità e siamo stati bravi a convincerlo. Vedono che ai ragazzi diamo opportunità, giochiamo ad alti livelli, siamo il club più rappresentato a livello internazionale e che siamo la società giusta".

Per crescere non solo calciatori, non solo talenti, ma anche atleti e uomini
""Abbiamo una particolarità rispetto ad altre società. Abbiamo un lavoro complementare che facciamo da ragazzi: facciamo danza, motricità per i ragazzi, futsal, giochiamo calcio nella gabbia e tutto con una ragione. La danza per muoverti e per avere coordinazione e postura. Futsal per aiutare a trattare la palla con educazione e in più modi, devi pensare rapidamente, sei abituato a transizioni rapide offensive, in difesa, recuperi palla, sei permanentemente concentrato ad alta velocità. Ti abitua agli spazi stretti, alla rapidità, migliori nel controllo e nelle decisioni veloci. E soprattutto non li mettiamo nelle competizioni: portano i ragazzi qui, si allenano, giocano la Benfica League. E poi quando arriva il tempo delle gare contro gli altri gli dico che devono essere loro a chiedere a noi di scambiare la maglia... Anzi. Cinque delle altre per una del Benfica!".

© Riproduzione riservata
© foto di Isabel Cutileiro
Fonte dall'inviato a Torino di Tuttomercatoweb.com

Articoli correlati

Altre notizie Serie A

Primo piano
TMW Radio Sport
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile