Tiago Nunes: "Così ho lanciato Carlos Augusto. Piton? Sarà pronto per l'Italia"
Il miglior 'fabbricante' di terzini sinistri del Sudamerica arriva dal Brasile e ora allena in Perù. O forse è solo un caso, beninteso, ma è certamente curioso il fatto che tre dei giocatori più chiacchierati sul mercato in questo momento come Lucas Piton del Vasco da Gama, Renan Lodi del Nottingham e Carlos Augusto del Monza siano stati tutti allenati dal brasiliano Tiago Nunes, ora tecnico dello Sporting Cristal. Nella chiacchierata con Tuttomercatoweb.com, c'è spazio anche per un altro giocatore che ha avuto il piacere di crescere da giovanissimo in Brasile come Pepé, ora tra le armi segrete del Porto.
Converrà che la casualità è curiosa
"Giusto, sono tutti terzini sinistri. Al Corinthians avevo insieme Piton e Carlos Augusto. Carlos era del club da due stagioni ma era in prestito: io sono stato chiamato per cambiare lo stile di gioco del Timao, erano conservativi e io volevo una squadra con maggior capacità di far transizione, con più proposta".
Riuscì a traformare e convincere Carlos Augusto, ora al Monza
"Non potevo immaginare, inizialmente, che potesse adattarsi. Era un giocatore molto divensivo ma per me era importantissimo. Inizialmente gli dissi che non avrebbe avuto grandi opportunità ma ha iniziato ad allenarsi duramente: era pronto a fare il centrale, il terzino destro, il mediano. Si è dimostrato un professionista incredibile, mi ha sorpreso. Giocava così come braccetto sinistro e Piton come fludificante".
Di Lucas Piton si parla anche in chiave Nazionale italiana
"Non aveva ancora debuttato in prima squadra, ci è arrivato da giocatore prettamente offensivo. Hanno iniziato a giocare insieme e siamo stati campioni statali contro il Palmeiras e dopo Carlos è andato in Italia dove al Monza è diventato un giocatore chiave e pronto per il grande salto. Lucas è più offensivo, di fisico, di gamba: sono stato ventinove mesi ed è sempre stato con me. Ho visto tutta la sua crescita, ha potenziale e può sbarcare presto in Europa. Facendo un po' più d'esperienza, perché no, potrebbe anche giocare con l'Italia".
Pepè al Porto è uno dei giocatori chiave
"Lo conosco sin da quando giocavamo contro con l'Atletico Paranaense. Con me ha giocato da esterno: velocissimo, bravo nell'uno contro uno. E' cresciuto tanto nel Porto in queste due stagioni: con Conceicao è diventato un giocatore moderno e ha sviluppato capacità tattiche importantissime".
Anche lui ha la doppia nazionalità
"E' un giocatore completo, non so se possa giocare con l'Italia. Ha già fatto esperienza, però, ed è già pronto per i palcoscenici più importanti".
E' stato anche mentore di Renan Lodi, ora al Nottingham ma del quale si parla da tempo per la Serie A
"Un anno e mezzo in Under 23, poi in prima squadra all'Atletico Paranaense. Per noi è stato il giocatore più influente: è uno molto offensivo, uno che cambia le squadre. E' un fludificante ma con me in pratica faceva l'ala. Perché giocavamo teoricamente a quattro ma aveva libertà di attaccare, di segnare gol pesanti come ha poi fatto anche in Champions League. E' un giocatore offensivo che sa dominare l'intera fascia da solo e con Simeone all'Atletico Madrid è cresciuto tantissimo, senza dubbio".
Come sta andando la sua avventura in Perù?
"Stiamo giocando la Libertadores, è la prima esperienza che faccio all'estero. Non ci sono troppi brasiliani che allenano fuori dal paese ma ho scelto di venire qui perché è una squadra che lotta per essere campione, per essere ai vertici e gioca competizioni internazionali. Stiamo facendo cose importanti ed è una grande opportunità. Intanto sto perfezionando lo spagnolo: qui sono felici ma magari un futuro in Europa presto...".






