Frosinone, Stirpe: "Clara Vista alza l'asticella, sul mercato faremo le scelte giuste"
"Buonasera a tutti, sono contento che ci sia tanta gente. Ho voluto fare questa conferenza stampa soprattutto per darvi un aggiornamento su come procede lo svolgimento della partnership. Mi sembra doveroso tenere informati i tifosi e la comunità, intervenendo a correggere qualche piccola inesattezza che mi capita di leggere quotidianamente. È anche un'occasione, per chi ha delle domande particolari, per parlare con chiarezza e senza filtri. Tante volte, delle interpretazioni possono risultare fantasiose. In questo quasi primo mese di partnership, l'andamento non può che essere positivo. Stiamo portanto avanti i ragionamenti fatti all'inizio, a partire dal mercato
Abbiamo operato in autonomia nel mese di luglio, naturalmente sempre tenendo informati i partner, e abbiamo in pratica voluto costruire una base di lavoro per il nostro allenatore che lui ha poi utilizzato con efficacia per tutta la fase del ritiro. Questa è stata la fase 1, chiusa come intendevamo chiuderla e facendo anzi qualcosa di più.
La Fase 2 è iniziata invece dal primo di agosto, in cui avete potuto misurare la quantità degli ingressi che ci sono stati. Ovviamente, è tutto frutto di discussioni che il nuovo sistema di ricerca dei giocatori stava facendo da tempo. Non siamo rimasti sorpresi. Tutto questo, porta a fare delle scelte dolorose per quanto riguarda gli esuberi. È evidente che bisogna fare delle scelte, e che qualcuno dovrà partire perchè al momento non è funzionale al progetto che abbiamo in mente di portare avanti. Qualcuno è dotato di una qualità superiore, o presunta qualità, che deve prende il posto di questi soggetti. Ovviamente, dall'integrazione tra la base di partenza e tra quello che avverà da qui a fine mercato, avremo la squadra che si giocherà le chances di rimanere in Serie A per questa stagione sportiva.
Avevo promesso, quando ci siamo parlati la scorsa volta, di avere una squadra pronta all'80% per la Coppa Italia e al 90% per l'esordio in campionato. Devo dire che, guardando al livello complessivo avuto fino ad oggi, direi che ci siamo quasi, almeno per la prima percentuale. Mi sono fatto i conti, siamo abbondantemente coperti in tutti i ruoli tranne che per la punta centrale, dove non abbiamo il sostituto.
Non riesco a capire certe volte quando leggo che abbiamo un organico incompleto e il problema degli esuberi. Gli esuberi sono figli della necessità di aumentare la qualità della squadra, non è colpa della società. Se alla fine abbiamo solo la scopertura del centravanti, e ce l'abbiamo per una ragione. Sia perchè non è semplice trovare degli attaccanti importanti, sia perchè il mercato è complesso. Vedendo le statistiche dei paesi Europei, il 25% dei movimenti si fa negli ultimi giorni. Vi avevo parlato di evitare di fare un mercato pigro, e in parte ci siamo riusciti. In alcuni casi prevalgono delle abitudini, sbagliate, che valgono per tutta europa. Abbiamo comunque aumentato la qualità di quello che era l'undici titolare ad inizio della stagione sportiva.
La logica di recruiting è cambiata, ho avuto modo di leggere qualche cosa su questo tema in questi giorni. Da un sistema "familiare" siamo passati ad un sistema più "professionale". Anche il nostro allenatore viene interpellato quotidianamente, così come intervengono il direttore sportivo e gli analisti dei dati. Interviene anche il nostro scouting, in un'azione coordinata, complessa ed articolata. Dal concerto di queste persone nascono le scelte, non esiste più un uomo solo al comando ma una serie di soggetti, ognuno dei quali svolge la sua funzione nel proprio settore di appartenenza. La proposta viene poi presentata al CdA, che può approvare o meno. Oggi, la selezione dei calciatori viene fatta quindi con un sistema totalmente diverso. Questo non comporta una diminuzione del ruolo di nessuno, ma una diversa articolazione delle responsabilià. Questo è quello che noi facciamo, con molta trasparenza, e che vogliamo portare avanti da adesso e per il futuro, per il bene del Frosinone.
Io sempre più nel futuro sarò destinato ad assumere un ruolo di rappresentanza, meno operativo ma con maggiore controllo sulle 'operations'. Questo fa parte di un'articolazione moderna di una società che diventa sempre più grande. Perdiamo un'articolazione familiare, per poter stare in un sistema competitivo come il calcio. Così vinciamo tutti, perchè i tempi e le modalità di svolgimento cambiano. Le figure preposte al controllo delle attività sociali si devono adattare.
Voglio fare una valutazione su ciò che Clara Vista ha dimostrato di saper fare in questi primi 20 giorni. A partire da Hasa, sono tutte operazioni che da soli non avremmo potuto fare. Non avremmo potuto investire in una certa maniera, e non avremmo potuto vedere alcuni calciatori a Frosinone. Queste cose vanno tenute in considerazione, perchè rappresentano un salto di qualità importante per il Frosinone nel calcio che conta. Clara Vista chiede, naturalmente, di fare questi investimenti perchè vuole rimanere ad alti livelli, sapendo che il gap di partenza era importante. Continueremo a fare degli investimenti mirati, avendo come unico obiettivo quello di avere dei calciatori funzionali ai progetti che ci occorrono.
Nel mese di settembre, fino alla metà di ottobre, ci occuperemo di aspetti fondamentali. La definizione di un organigramma trasparente, con ruoli e responsabilità di ognuno di noi. Avremmo una riunione nel CdA il 24 di agosto, dove inizieremo a parlare di questi aspetti. Parleremo della definizione del budget così come del cronoprogramma per lo sviluppo delle infrastrutture. Dobbiamo mettere in vetrina un prodotto di qualità, con strutture che in questo momento non abbiamo. Faremo il punto anche sulle giovanili e sul femminile, per tracciare la strada da seguire ed avere un quadro più oggettivo e definitivo anche sulle potenzialità future
Nell'organigramma ci sarà un importante sviluppo dell'area marketing, come ho avuto modo di dire nella conferenza di presentazione, ma altrettanto importante sarà anche l'aspetto della comunicazione. Come obiettivo, abbiamo quello di avere un quadro definitivo per metà ottobre, con un incipit dal punto di vista operativo per poter iniziare a realizzare qualcosa come il secondo campo di allenamento per la prima squadra.
Le cose stanno andando come preventivato, e anzi con una certa velocità. Dobbiamo chiudere la fase del mercato, abbiamo tante idee. Poi spetterà al nostro allenatore fare l'assemblaggio del vecchio e del nuovo, in modo tale che ci sia soltanto un presente. Da questo modello ibrido, spero possa nascere una ricetta vincente che ci consenta di rimanere in Serie A e raggiungere l'obiettivo per cui stiamo facendo tutto questo".
Avevo due paure prima di questa conferenza. Aveva detto, nella conferenza di presentazione, che sarebbe stato più parsimonioso e che avremmo continuato con il discorso giovani. Siccome non sono avvenuto pienamente, temevo che Stirpe potesse farsi da parte. E poi, Alvini in quanto tempo riuscirà ad amalgamare il nuovo gruppo squadra? Se fossero arrivati prima sarei stato più tranquillo
"Impossibile che me ne vada (sorride, ndr). Ad inizio preparazione molti di loro stavano facendo i mondiali. I tempi per vedere il Frosinone vero li ha detti già lui. Dovremmo attendere la sesta partita del campionato, dove potremmo trarre un giudizio del lavoro fatto. Nella condizione di come eravamo all'inizio della fase di transizione, non avevamo altra scelta che fare come abbiamo fatto. Per l'attaccante, il tema è in via di risoluzione, mentre il resto del lavoro lo posso definire importante e consistente. L'allenatore avrà tutti gli elementi giusti, ma l'importante è che sia lui bravo a fare la sintesi ma che sia anche aiutato da calciatori e società. Dal mio punto di vista, saremo pazienti, ma sapete sempre come è il calcio. Tutto viene banalizzato e ridotto ad un risultato, ma vi ricordo che la prima volta che siamo andati in Serie A prendemmo il primo punto alla 5 di campionato, retrocedendo solo alla penultima. Ora, non vedo perchè noi non dovremmo avere la pazienza giusta per attendere che l'allenatore sappia dimostrare tutto il suo valore.
Sul fatto dei giovani, hai ragione. Il discorso però è questo: Prendere dei giovani di qualità richiede anche un investimento economico notevole. Per cui, si può fare ma al momento non abbiamo le disponibilità per prendere "Yamal". Dobbiamo andare su una logica intermedia, con giocatori nè troppo anziani nè giovani, per avere l'esperienza di saper affrontare la Serie A. Chi è arrivato, o la conosce bene o conosce bene il calcio internazionale, ora devono entrare negli schemi dell'allenatore
Voglio essere ancora più diretto. Dopo la partita di Coppa Italia non ho nemmeno parlato con il mister, dove secondo me ha utilizzato delle parole sbagliate per esprimere concetti diversi. Questo dopo le partite può succedere, per colpa dell'adrenalina, e se a volte potremmo fare più attenzione a quello che diciamo, dall'altra parte penso che con tutta la pressione non sia nemmeno facile esprimersi secondo ciò che abbiamo in testa. Ho capito cosa voleva dire, lo conosco bene e non voleva creare una divisione con chi prende le decisioni tecniche della società. Intendeva che, dopo averli allenati, tireremo fuori il massimo da tutti loro"
Infrastrutture?
"Dobbiamo completare il progetto che neppure noi eravamo riusciti a completare, creando quella massa critica consistente per poter fare degli step di evoluzione futuri. Con la partnership che abbiamo, penso che si potrà discutere in futuro di tutti gli obiettivi. "
Esuberi?
"Sono quelli che indicate anche voi quotidianamente. Dobbiamo fare un upgrade della base di partenza che avevamo. Dobbiamo mandare i più giovani a farsi le ossa, perchè se rimangono qui dopo due anni smetteranno di giocare. Ho chiesto a Castagnini di tutelare i ragazzi, e di farlo nel modo più adeguato possibile. Quando avranno svolto dei campionati con continuità, non è detto che non possano tornare a Frosinone per sviluppare ulteriormente il nostro progetto di crescita. Farli rimanere qui, andrebbe contro l'interesse di tutti. Vogliamo rimanere in Serie A, abbiamo cercato di fare qualcosa di diverso rispetto al passato avendo qualche speranza in più.
Non penso che i giornalisti rappresentino una categoria alimentata da un eccesso i criticità nei confronti della società. Qualche volta, qualche lettura di qualche vicenda potrebbe essere diversa. Vi suggerisco, quando qualche vicenda non è chiara, di andare a chiedere spiegazioni così da evitare tanti mal di pancia."
Serve un attaccante centrale, può indicarci una rosa di giocatori possibili? E Ghedjemis è in vendita?
"Di attaccanti ne servono due (ride, ndr). Partiamo da Ghedjemis. Non lo consideriamo in vendita, ma se fossi rimasto da solo sarebbe stata sicuramente un'ipotesi da prendere seriamente in considerazione. Con Clara Vista, la cessione non è prevista. Poi, esiste la volontà del calciatore e anche le offerte da prendere in considerazione, ma soprattutto la capacità di sostituire un calciatore che consideriamo molto importante. Ad oggi, le offerte arrivate non sono sufficienti. Non hanno capito che se non fanno un passo importante, torniamo sempre all'inizio. Inutile aggiungere 50 mila euro volta per volta. Il calciatore naturalmente guarda i club che sono interessati a lui. C'erano Celtic e Ranger, ma anche Monaco e Besiktas. Sono tutte mete ambiziose, ma c'è anche la volontà dell'azionista che ribadisce di non avere intenzione di vendere. Ad oggi, non ci sono le condizioni. Poi è naturale che tutte le posizioni dovranno riconciliarsi. La società non può mantenere un calciatore scontento, così come non è giusto che rinunci a dei soldi da poter prendere ma, ribadisco, ad oggi nessuna di queste condizioni sussiste.
Per quanto riguarda gli attaccanti, abbiamo una rosa di 6-7 giocatori su cui non possiamo sbagliare la scelta. Tra gli analisti, il capo dello scouting, l'allenatore e tutte le figure preposte non sbaglino la scelta. Tra loro, c'è indubbiamente anche Cheddira.
Vorrei tornare a parlare del processo decisionale che porta alla scelta del calciatore. L'allenatore, in funzione del gioco che vuole fare, deve sicuramente dire quali sono le caratteristiche dei calciatori che cerca. Questo avveniva anche negli anni passati. Noi non abbiamo mai avuto un allenatore che indicasse il nome del calciatore, non gli è stato mai consentito, ma ne ha sempre indicato le caratteristiche tecniche. L'allenatore viene sempre informato preventivamente, ma anche le macchine possono sbagliare. Ci auguriamo, però, che il margine di errore usando le tecnologie venga ridotto. La scelta rimane collegiale, e la scelta può funzionare solo a questa condizione. Se insieme a chi elabora i dati rimane anche la supervisione di chi valuta e sa valutare gli uomini, allora il lavoro potrà essere svolto bene. Poi, una volta portata l'idea nel CdA, se ne analizza la parte economica e si da un parere sulla fattibilità dell'operazione. Noi dobbiamo indubbiamente migliorare i meccanismi di condivisione e scelta, lavoriamo insieme da poco con tutte le barriere geografiche e linguistiche. Il vantaggio di questo metodo? È che si può guardare un universo più ampio di calciatori. Ho visto nomi che mai avrei saputo individuare in base alle mie conoscenze. Poi, bisogna saper individuare tra questi nomi, che è il vero motivo per cui c'è necessità della collegialità."
Un commento sui numeri degli abbonamenti? E può darci una presentazione della partita di domenica?
"Avevo detto che mi sarei aspettato almeno 13.000 abbonamenti, siamo sotto di circa 2.000. Sono soddisfatto a metà, se devo dirla tutta. Per quanto riguarda la Juventus, penso che sia una sfida che si prepari da sola. È certamente un esordio importante, con un avversario difficile. È evidente che, per fare l'impresa, dovremmo davvero mettere in campo qualcosa che fino ad ora non abbiamo mai visto. Speriamo di avercelo nelle corde e di metterlo in campo domenica prossima".
Alla luce di un buon esordio in Coppa Italia, e degli arrivi di giocatori importanti, la retrocessione del Frosinone è ancora molto quotata dagli esperti. Questa cosa, vi dispiace o può essere usata come molla per smentire le previsioni?
"Nemmeno le guardo queste previsioni. L'anno scorso ci dicevano che avremmo dovuto lottare per non retrocedere e siamo tornati in Serie A. Sono uno stimolo, certamente, per dimostrare che certe statistiche venogno sviluppate più su luoghi comuni che sui reali valori espressi in campo".
Che risposta avete avuto quando avete presentato Frosinone ai calciatori?
"Non basta avere la disponibilità economica, bisogna anche avere un territorio che possa accogliere questi calciatori. Per chi è abituato ad altre realtà, non è certamente facile arrivare a Frosinone, con tutto il rispetto per la città. Abbiamo presentato un progetto solido che fosse un punto di partenza e non di arrivo. Evidentemente, i ragazzi sono stati colpiti da questa voglia di migliorare, per arrivare ad un livello di professionismo che possa essere considerata un'ambizione. Questa è una sfida che porta tutti a fare qualcosa di più, proprio per avere maggiori capacità di attrarre talenti".
Può dirci la valutazione fatta dalla società per Ghedjemis? E poi, è stato stabilito un budget prima di iniziare la campagna estiva?
"Non posso darti i numeri precisi per un fatto di riservatezza, ma la cessione di Ghedjemis non è mai stata presa in considerazione da Clara Vista. Abbiamo parlato di tutto meno che di questo. Noi, se ci fossimo trovati nella necessità di doverlo vendere, avevamo delle cifre che però non sono sufficienti per quello che ha in mente Clara Vista. Se si presentano diverse società, è normale che il giocatore vale e che bisogna fare delle valutazioni a rialzo. Poi dovremmo fare una sintesi, vedermo ciò che sarà. Più si avvicina il termine del mercato, più diventa preponderante un aspetto: trovare l'eventuale sostituto. Questo è un aspetto importante quasi quanto il compenso. Ho parlato io stesso con il Monaco, gli ho risposto che avrei parlato con i partner soltanto con un'offerta adeguata. È inutile che l'Equipe scriva determinate cose, bisogna far incontrare tutte le necessità per far succedere le cose".
Molti dei presenti conoscono il percorso della famiglia Stirpe, e che il territorio non ha mai realmente risposto presente nel corso della sua gestione. Oggi, Clara Vista, può in qualche modo innescare una risposta territoriale che vada oltre l'aspetto calcistico?
"Io spero che Clara Vista svolga quella funzione che possa avere il caffè sull'uomo, ovvero di far vedere che anche qui si possano fare tante cose e non solo nelle grandi metropoli. Spero che Clara Vista entri in questo solco, e che sia un esempio da seguire per tutti quegli attori che sono più timidi. Serve una svolta per il territorio, anche negli altri rami di attività che non sia legata al calcio."
La nuova politica di Clara Vista porta anche ad un'internazionalizzazione della rosa. Che considerazione ha di questo aspetto?
"Io penso che, in questo momento, Clara Vista ha anche bisogno di capire quale sia la potenzialità del territorio. Non necessariamente deve essere tutto interzionalizzato al 100%. Bisogna, invece, andare a riorientare il nostro sistema di scouting anche sul calcio italiano per scovare quei talenti che ancora non ha visto nessuno. Abbiamo bisogno, oltre delle infrastrutture, di capire cosa fare del settore giovanile e femminile. Se dobbiamo investire massicciamente su questi aspetti, è normale che l'internazionalizzazione andrà a diminuire. Me lo auguro, anche per il calcio italiano".






