Genoa, ora c'è un Everest da scalare prima di arrendersi: tre gare per l'ultimo (disperato) tentativo
"Non è nella mia natura arrendermi. Daremo tutto finché ci sarà la possibilità di salvarci". E' stato chiaro mister Alexander Blessin poche ore dopo la sconfitta, cocente, nel derby. Vietato arrendersi. Non ammainare la bandiera. Che invece deve sventolare fiera sulla cima del pennone. La battuta d'arresto nella stracittadina ha gettato nello sconforto l'ambiente, per come è arrivata poi dopo il rigore fallito da Mimmo Criscito proprio sulla sirena, e ha complicato - se non compromesso - il cammino verso una salvezza che, per il momento, dista sempre tre punti. E' vero che bisogna aspettare il recupero di giovedì fra Salernitana e Venezia, in caso di successo dei campani il divario sarebbe più ampio, ma il Genoa non deve ancora abbandonare la speranza e la voglia di lottare.
Tre partite da onorare
Il calendario non è certamente dei migliori. Se prima la strada verso la permanenza nel massimo campionato era decisamente in salita, adesso la montagna da scalare è diventata un Everest. Dopodomani al "Ferraris" arriverà la Juventus di Massimiliano Allegri che ha già staccato il pass per la prossima Champions League e che mercoledì si giocherà con l'Inter la Coppa Italia ma resta comunque un top club. Stesso discorso vale per il Napoli, avversario domenica 15 al "Maradona", partenopei già qualificati in Champions ma in lotta con i bianconeri per il terzo posto. E poi il finale di campionato sarà in casa contro il Bologna che ha dimostrato, giustamente, di non regalare nulla: chiedere all'Inter per credere.
Da dove ripartire?
Come detto il percorso è difficile e lo spettro della retrocessione in Serie B è più che mai concreto. Ma da chi e cosa ripartire? Il primo fattore è chiaramente il pubblico. Una Gradinata Nord che non ha mai smesso un secondo di incitare i colori rossoblu, che hanno riempito ogni settore ospiti d'Italia "Comunque e Ovunque" come solo la "Gente di mare" sa fare. Il secondo potrebbe essere Alexander Blessin che dovrebbe restare qualsiasi sia lo scenario finale. Il tecnico tedesco ha comunque dato una scossa all'ambiente risollevando una squadra dandole quelle giuste intensità e aggressività necessarie a lottare per questi traguardi. Il terzo poi è una proprietà solida come quella attuale che investirà per riportare il Genoa dove merita per storia e tradizione. Ora però è prematuro fare questi discorsi che verranno poi analizzati a fine maggio. Prima c'è una stagione da portare a termine. Con il cuore e con onore.






