Giulio Dini a Scanner: "Azionariato popolare strada per i club, ma servono norme più chiare"
Giulio Dini, avvocato e agente sportivo, ha parlato a Radio FirenzeViola nel consueto appuntamento settimanale con 'Scanner'. Questo il suo pensiero sulla partecipazione dei tifosi ai finanziamenti alle squadre e sull'azionariato popolare: "Da amanti di questo sport, un po' tutti ci siamo stufati di fare solo gli spettatori. Un azionariato popolare è un sinonimo di partecipazione attiva dei tifosi ma può significare anche avere un'attenzione adeguata da parte delle istituzioni verso un movimento che dà tanto lavoro alle persone e che produce gettito. E' di questo periodo l'apprensione di importanti tifoserie circa i destini di club importanti che appartengono a fondi o che non si sa di preciso di chi siano. La Juventus non si dice mai ma è di proprietà francese. Il Milan ad oggi pare abbia una proprietà incerta. Oggi parliamo di come in altri Paesi viene affrontato questo aspetto e di come è stato scelto di non affidare ad un unico soggetto per legge la maggioranza di un club professionistico, come fanno in Germania".
Servirebbe a suo avviso intanto più trasparenza per comprendere al meglio questo fenomeno?
"Sicuramente sì. Oggi leggiamo articoli di colleghi che si occupano solo di finanza che spesso non sono traducibili per i lettori. Servirebbero delle norme più precise anche per avvicinare la partecipazione popolare ad uno sport che nasce per i tifosi e di conseguenza per il popolo".






