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Gli affari sfumati: da Miranchuk a Casale, la Lazio non ha fatto quello che voleva Sarri

Gli affari sfumati: da Miranchuk a Casale, la Lazio non ha fatto quello che voleva Sarri TUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Ivan Cardia
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Ivan Cardia
martedì 1 febbraio 2022, 15:00Serie A

“Rimane”. Luca Percassi è stato di parola: giovedì, l’amministratore delegato dell’Atalanta aveva risposto così a chi gli chiedeva del futuro di Aleksej Miranchuk. Secco, ma perentorio. Da quando è arrivato a Bergamo, il russo non ha sempre trovato continuità di impiego e il feeling con Gasperini non sembra mai essere esploso. A metà gennaio, il suo futuro sembrava essere il Genoa. Poi, l’infortunio di Malinovskyi e il nuovo forfait di Ilicic hanno spinto la Dea a cambiare prospettive: Miranchuk serve e resta.

La Lazio ci ha provato, non solo con lui. L’ex Lokomotiv era però anche il principale - se non l’unico, almeno sul fronte offensivo - desiderio di Maurizio Sarri, che a Tare e Lotito ha chiesto rinforzi e lì davanti ha ottenuto alla fine Yovane Cabral. Contento? Tutto da verificare. Lo sarebbe stato di più con Miranchuk: la trattativa è andata avanti a lungo, fino a poche ore dal gong, poi si è arenata sull’ostacolo che tutti sapevano esserci. Frenata dai noti problemi con l’indice di liquidità, la società biancoceleste non ha potuto mettere sul piatto una formula che convincesse l’Atalanta, mai troppo propensa a dire sì al prestito con diritto di riscatto. Tramontata quella pista, l’ultimo giorno dei capitolini è stato abbastanza confuso: dal no del Monza per Dany Mota si è passati a Destro, che il Genoa avrebbe anche ceduto ma è stato a conti fatti solo una suggestione di metà giornata.

Casale e Ghoulam. Non solo Miranchuk, appunto. E non solo in attacco. Sarri avrebbe voluto ritoccare anche la difesa, dove è stato tesserato Kamenovic, giocatore a oggi fuori dalle idee del toscano. Il faro puntava a Verona, dove gioca Casale: “Mai una vera trattativa”, ha chiosato oggi Maurizio Setti, presidente dell’Hellas, a bocce ferme. Di fatto, le chiacchierate sono rimaste allo stadio iniziale, fermate sul solito nodo formulo che ha bloccato non solo la Lazio ma soprattutto la Lazio. E Ghoulam? L’ex allenatore del Napoli lo avrebbe accolto volentieri. Nulla da fare, tra il no dei partenopei e qualche incertezza sull’affidabilità. Ulteriore segnale delle divergenze di casa Lazio.

E ora? Prima di gennaio, la musica da Formello era una soltanto: Sarri e Lotito entusiasti uno dell’altro, col rinnovo solo da firmare. Scopriremo presto se è un discorso che può rimanere in piedi o meno, di sicuro un mercato congelato ha raffreddato le sensazioni positivi e aumentato i dubbi. Le due anime della Lazio, con tutte le divergenze tra la visione del tecnico e quella del ds Tare, rischiano di esplodere. Seguiranno aggiornamenti, non può essere altrimenti.

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