Gol a sorpresa, ma gli attaccanti non segnano: il Lecce di DiFra è grande con le piccole
Eusebio Di Francesco ci prova ancora: al secondo anno sulla panchina del Lecce, insegue l'ennesima salvezza dei giallorossi, che l'hanno chiamato il 26 giugno 2025 e poi sempre confermato. In questo primo scorcio di Serie A - la prima senza Pantaleo Corvino -, la squadra del tecnico abruzzese ha raccolto 6 punti nelle prime cinque giornate: vittorie con Venezia e Monza, sconfitte con Roma, Cagliari e Milan. Cinque i gol segnati, dieci quelli subiti.
Cosa va: Coulibaly, Tiago Gabriel e i calci piazzati
Il giocatore più incisivo finora è stato Lassana Coulibaly, protagonista con una doppietta nel 3-2 con il Monza. Nella stessa partita si è visto anche il peso di Ivan Ilic, autore di due assist e già centrale nella costruzione del gioco di Di Francesco. La sorpresa maggiore, almeno sotto porta, è però Tiago Gabriel: il difensore portoghese ha segnato due gol, bucando Venezia e Monza. Proprio le palle inattive sono diventate una risorsa importante: due delle tre reti segnate ai brianzoli sono arrivate da calcio d’angolo.
Cosa non va: gli attaccanti non segnano
Il problema principale è davanti. Nikola Stulic ha giocato tutte e cinque le partite, tre da titolare, accumulando oltre 260 minuti senza segnare né servire assist: appena quattro i suoi tiri complessivi. Più in generale, nessun attaccante del Lecce ha ancora trovato il gol in campionato, visto che le cinque reti sono arrivate dai già citati Coulibaly e Tiago Gabriel, più un’autorete a Venezia. Più fisiologiche le due sconfitte casalinghe, contando che sono arrivate con Roma e Milan, ma i modi non sono entusiasmanti: sette gol subiti e zero segnati nelle due partite. Anche Falcone, solitamente una garanzia, ha avuto qualche incertezza.






