De Laurentiis: "Europa e Conference per guadagnare i voti". È assolutamente il contrario
Oggi Aurelio De Laurentiis, nella sua conferenza fiume, ha parlato anche dei conti del calcio europeo. “Se il calcio inglese fattura tre volte il calcio italiano e chiude il bilancio annuale in perdita, allora le cose non funzionano. La Francia senza gli arabi al PSG cosa farebbe? Sono cose evidenti, siamo tutti lì appesi ad arrivare tra i primi quattro per fare passi avanti in Champions. A cosa serve l’Europa League o la Conference? A raccogliere voti a chi deve essere rieletto”. Si può dire legittimamente che non abbia ragione
Chi vince di più è la Spagna
Anche il calcio iberico, campione del Mondo e che spesso arriva in fondo a ogni competizione, ha problemi di liquidità. Perché ci sono tre squadre - Real Madrid, Barcellona e un Atletico Madrid che prima dell'arrivo di Simeone rischia l'insolvenza - che si accaparrano la larghissima parte dei proventi. Eppure Siviglia, Villarreal, Athletic e altre divertono e contribuiscono attivamente al calcio nazionale, portando campioni in nazionale e altri nelle grandi di Premier. C'è una mancanza di equilibrio che in Italia è accentuata perché saremmo i secondi più ricchi - più della Spagna - e con l'idea di dover sperperare tutto, sempre.
Togliere la Champions o delimitarne gli accessi
In realtà quello che ha detto De Laurentiis è estremamente il contrario rispetto a quanto fatto dalla FIFA. La UEFA ha creato una Superlega con squadre italiane, spagnole, tedesche e inglesi, più qualche francese, olandese e turca, le altre sono in posizione minoritaria, spesso costrette a giocare i playoff. I bei tempi di una Stella Rossa alle fasi a qualificazioni dirette sono finiti da mo', preferendo i grandi bacini rispetto ai campioni. Quindi non è vero che servono a raccogliere i voti, incredibilmente: servono a soddisfare le grandi squadre che, altrimenti, sarebbero molto più povere.






