Gregari e non convenienti: nessuno compra più gli italiani. Il dato allarmante della Serie A
Se da una parte qualcuno sorride, come ad esempio Chivu con Jones, Allegri con Badiashile, Amorim con Moreira e Gasperini con Rodrigo Mora, dall'altra Roberto Mancini guarda all’inizio della Serie A con una certa preoccupazione.
Il dato che allarma
Lo sottolinea il Corriere della Sera, che analizza un dato significativo: su 168 acquisti ufficializzati da inizio giugno ad oggi dalle squadre del nostro campionato (inclusi i talenti che potrebbero essere aggregati alle giovanili), appena il 31% è italiano (52) mentre il restante 69% è straniero (116). Un dato come detto che allarma, se si considera anche che i pochi azzurri coinvolti partiranno come riserve (Provedel, Liberali, Favasuli, Ekhator solo per fare alcuni esempi).
Il problema è che acquistare un giocatore italiano non è più conveniente
Quando due club italiani si siedono a trattare, conclude l'analisi del CorSera, scatta la cosiddetta "stanza di compensazione", un sistema virtuale gestito dalle Leghe in cui transitano tutti i trasferimenti di mercato. Se una società ha una posizione debitoria, per registrare un nuovo acquisto deve presentare ulteriori garanzie finanziarie, come le fideiussioni bancarie o assicurative. Nelle trattative con i club esteri, invece, i termini di pagamento sono flessibili e rimessi all’autonomia delle parti.






