Il Milan non è più blindato: solo due volte su nove non ha preso gol in questa stagione
È cambiato il vento in casa Milan? Sembrerebbe di sì, dopo una stagione straordinaria, difensivamente parlando, come quella scorsa. Perché nello scorso girone di ritorno, i rossoneri avevano subito solo otto gol, facendo della retroguardia il fortino, il punto di partenza per non perdere praticamente mai. Anche perché, in effetti, non prendendo gol, hai un equilibrio e una stabilità che ti permette di giocare più spensierato davanti. Invece in quest'annata sembra che tutto sia alla rovescia, visto che in nove partite tra campionato e Champions, solamente due volte - con Bologna e Sassuolo - Maignan è uscito con un clean sheet, cioè la porta inviolata.
Va detto che ieri sera il Milan ha giocato probabilmente meglio del Napoli, con il portiere francese che ha dovuto mettere i guantoni solo sulla conclusione di Zerbin, quando il risultato era già 2-1. Il rigore concesso da Dest per fallo su Kvaratskhelia di fatto non è un errore corale della retroguardia, bensì un approccio forse un pelo troppo soft alla partita e al campionato italiano. Meno, invece, l'errore di Tomori su Giovanni Simeone: l'inglese si è trovato lontano dal centravanti argentino, arrivando in ritardo sulla frustata verso l'angolino più lontano.
Così se ieri può essere un vezzo, una situazione capitata quasi per caso, dall'altra parte c'è un trend abbastanza netto. Cioè il Milan che con Calabria, Kalulu, Tomori ed Hernandez prende almeno un gol a partita, faticando anche quando non dovrebbe. Le scusanti ci sono, anche perché era il Napoli, ma anche la Dinamo Zagabria era riuscita a segnare, mercoledì. Ed era certamente un avversario inferiore.






