Il ritorno di Pogba e la prima di Barrenechea: la Juve festeggia la vittoria nel derby col Torino
Un rocambolesco derby della Mole quello andato in scena nella serata di ieri all’Allianz Stadium. Continui ribaltamenti di fronte con l’iniziale vantaggio granata firmato Karamoh e il successivo pareggio di Cuadrado fino al nuovo vantaggio con Sanabria e l’incornata di Danilo che chiude il primo tempo sul 2-2. Poi la Juventus dà l’accelerata finale nell’ultimo quarto di gara con il più classico dei gol dell’ex di Bremer e la zampata finale di Rabiot che fissa il punteggio sul 4-2 finale. Una vittoria fondamentale per Madama che ha scoperto un affidabile Barrenechea e ha ritrovato il suo numero 10.
Il ritorno di Pogba diventa finalmente realtà.
Il calvario questa volta può dirsi finalmente finito: la seconda era di Paul Pogba alla Juventus, con più di sette mesi di ritardo, è cominciata ieri sera nel derby della Mole tra le ovazioni del pubblico bianconero che lo attendeva da tempo. Al minuto numero 69 Allegri gli ha spalancato le porte del rettangolo verde consegnandogli la mediana e quel ruolo da mezzala sinistra che in estate era stato disegnato per lui. L’ingresso del numero 10, alla fine, è risultato decisivo per la vittoria finale: seppur senza strafare e catturare esageratamente l’attenzione, l’inerzia della gara s’è spostata sponda bianconera portando prima al gol del vantaggio di Bremer e al definitivo 4-2 di Rabiot.
La prima di Barrenechea con coraggio.
E poi il più giovane in campo, la sorpresa della serata che raccoglie per forza di cosa attenzioni superiori, quantomeno dal primo minuto, rispetto agli giocatori in campo. È stata la prima dall’inizio per il 2001 Enzo Barrenechea dopo i secondi giocati qualche mese fa contro il PSG e un cammino in bianconero cominciato ormai tre anni fa dopo l’acquisto dal Sion e, in mezzo, l’esperienza con la Primavera, la seconda squadra e un pesante infortunio al ginocchio. Non certo un esordio in Serie A banale vista la caratura del match, così come banale non è stata la prestazione. Un po’ timido inizialmente sotto la pressione granata, a tratti impacciato con il pallone tra i piedi ma ha il merito di crescere col passare del tempo alzando il rendimento: alla fine sono 54 i palloni toccati con 7 duelli vinti su 9 e l’81% di precisione di passaggi. La scelta di Allegri ha pagato eccome.






