Inter, lady Inzaghi: "A Milano ci siamo ambientati subito. Simone 'sente' il bello e il brutto"
"Ci siamo ambientati subito, superando i problemi legati a quando cambi tutto, anche le abitudini dei figli". Intervistata da Chi, Gaia Lucariello, moglie di Simone Inzaghi, racconta alcuni tratti più intimi della vita insieme al tecnico dell'Inter: "Lorenzo gioca a calcio e di cognome fa Inzaghi. Un cognome pesante, ma nessuno nelle squadre giovanili dell’Inter glielo ha fatto pesare.
Io ho la tempra di mio marito. Faccio ogni settimana 400 chilometri per accompagnare in trasferta mio figlio, per seguirlo personalmente e perché mi fa piacere vederlo giocare. Con Simone in campo ogni volta è un esame, spesso difficile da sostenere emotivamente. Invece con Lorenzo, che è attaccante, c’è anche la leggerezza di chi sogna un futuro nel mondo del pallone. Tifa Inter, però quando suo padre allenava la Lazio tifava Lazio. Devo capire se è fedele o...paraculo".
Nel corso dell'intervista, Lucariello ha parlato anche di qualche momento di difficoltà affrontato da Inzaghi in questi due anni e passa: "Inutile girarci intorno: bisogna essere intelligenti. Non si può dire: 'Fai finta di niente'. A volte ne parli, ascolti lo sfogo, altre scegli il silenzio, ma dopo 14 anni d’amore ci capiamo al 'ciao', anche se è un ciao post critiche e sconfitte. Voglio specificare una cosa: non sono questi i problemi della vita. Ma Simone, che arriva sempre senza voce a fine partita, 'sente' il bello e il brutto".






