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Inter, sfuma il triplete: Inzaghi sbaglia su Lautaro, ma serve un attaccante

Inter, sfuma il triplete: Inzaghi sbaglia su Lautaro, ma serve un attaccante TUTTOmercatoWEB
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Ivan Cardia
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Ivan Cardia
giovedì 21 dicembre 2023, 07:00Serie A
I campioni in carica salutano la Coppa Italia dopo il 2-1 subito a San Siro col Bologna. L'argentino è da valutare dopo 99 minuti in campo.

Corre leggera l'ironia, sul filo dei social. C'è chi fa notare come, salutata la Coppa Italia e sfumata la prima possibile "stella" della stagione, l'Inter abbia detto addio al sogno, cullato forse solo dai cuori più audaci, di eguagliare nel palmares la stagione più memorabile nella storia recente nerazzurra. Il ko contro il Bologna estromette Simone Inzaghi da una competizione a lui cara e alla quale ha confermato di tenere in maniera particolare con le scelte, iniziali e a gara in corso, di ieri sera. La sconfitta può lasciare scorie, ma può spesso essere più utile di dieci vittorie.

C'è un campionato da vincere. Come obbligo? No. Forse. Chi lo sa. La dirigenza ha ricordato, a più riprese, che l'obiettivo è lo scudetto, la stella vera, la seconda per il ventesimo tricolore. Tra correre fino in fondo e alzarlo a tutti i costi ci sarà pure una differenza: sta di fatto che l'imperativo categorico, in viale della Liberazione, è quello. Il tecnico lo sa, ma non per questo ha ritenuto di rinunciare ad altre competizioni: al netto del risultato e dei timori, su cui torneremo, nessuno può dire che abbia avuto ragione o sbagliato. Anche perché la saggezza popolare insegna che vincere aiuta a vincere.

L'Inter può perdere. Suona pleonastico, ma non lo è. Senza caricarlo di troppi significati, il ko di ieri sera è, come sempre avviene in questi casi, un doccia gelata che può anche svegliare. I nerazzurri vivranno dei passi falsi in questa stagione: l'avvio da incorniciare, da record, non deve ingannare nessuno. Per vincere il campionato di cui sopra - e una competizione in meno risparmia qualche partita - servirà superarli, impossibile evitarli tout court. Anche se essere eliminati fa male, perdere di tanto in tanto può servire a ricordarlo. Nel magnificat, è un campanello d'allarme piccolo piccolo. Ma, appunto, utile.

Con Lautaro ha sbagliato… Se di una cosa su tutte Inzaghi può o deve pentirsi quanto a ieri sera, è facile individuarla: novantanove minuti per Lautaro Martinez, le cui condizioni saranno da valutare tra oggi e domani, sono stati troppi. Per di più, un controsenso rispetto all'averlo risparmiato in Champions League. L'argentino andava sostituito al primo segnale di stanchezza: in verità, non doveva neanche arrivarci. Per questo, specie se il suo numero 10 salterà anche solo la gara contro il Lecce, Inzaghi qualche rimorso dovrà pur averlo.

… ma gli serve un attaccante. Il contraltare, però, sono le scelte che l'allenatore piacentino può fare in attacco. Rasentano lo zero: Arnautovic col Bologna doveva riscattarsi e invece ha fatto cilecca. Inzaghi ha detto che gli è piaciuto: ma cosa potrà mai dire un allenatore di un suo giocatore in una fase complicata? Sanchez tornerà a disposizione, ma anche il cileno non ha dato quel che era lecito attendersi. Se si guarda all'attacco, l'Inter la stanno trascinando Lautaro e Thuram. Cosa succederà quando uno dei due si fermerà, i tifosi rischiano di scoprirlo a breve, e pure Inzaghi. Al quale, nella letterina a Babbo Natale, conviene soffermarsi sull'esigenza di un attaccante. Uno che davvero possa dare il ricambio a quei due indemoniati. Non è facile: forse è addirittura impossibile trovarne uno a gennaio senza aprire i cordoni della borsa e quindi non se ne farà nulla. Per di più, numeri alla mano la priorità è sull'out destro. Che una punta arrivi o meno, però, non toglie che serva.

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