Juve, i più giovani ora si meritano di essere titolari: nelle sabbie mobili ci hanno pensato loro
Il post Inter, ma anche il primo giorno d’avvicinamento alla sfida di Verona e pure i sorteggi di Nyon che hanno svelato quella che sarà la prima avversaria agli spareggi di Europa League. È stato un lunedì vissuto su più fronti quello in casa Juventus, con Massimiliano Allegri e i suoi che hanno conosciuto la sfidante europea di febbraio: il Nantes di Antoine Kombouaré che rievoca ricordi dell’ultima vittoriosa campagna europea della Vecchia Signora. Il presente però si chiama Hellas Verona con la doverosa necessità di guardarsi appena indietro: nelle ultime due settimane estremamente complicate dal punto di vista numerico, i più giovani si sono presi la Juve sulle spalle meritandosi una riconferma anche ora con alcuni rientri dall’infermeria.
Nel momento del bisogno la Juve si è affidata a loro.
Nicolò Fagioli e Fabio Miretti (oggi premiato a Torino come Best Italian Golden Boy da Tuttosport) su tutti, ma anche lo sfortunato Samuel Iling-Junior e Matias Soulé (per non dimenticarsi delle presenze, comunque da ricordare, di Barrenechea e Barbieri): nelle ultime settimane è stata la Juventus dei 2001, 2002 e 2003 a fare la differenza con prestazioni e, in campionato, punti fondamentali per la risalita in classifica. Se c’è un segnale che Benfica, Lecce, PSG e Inter hanno dato è che i più piccoli, oggi, non hanno niente da invidiare ai più grandi. Nel momento più difficile loro hanno tirato fuori la Juve dalle sabbie mobili, mettendo in mostra il loro talento e sapendo approfittare alla perfezione dell’occasione che, senza l’emergenza infortuni, non sarebbe mai capitata. La Juve si è affidata a loro e loro hanno dimostrato di avere le spalle grandi, di essere pronti e di meritarsi l’immediata riconferma.
E loro non hanno deluso: ora meritano di chiudere l’anno da titolari.
Ieri è toccato a Leandro Paredes e Weston McKennie ricominciare ad allenarsi, in forma parziale, con il resto dei compagni. Oggi, se tutto procederà secondo tabella, toccherà a Moise Kean. Così l’infermeria si svuota e gli spazi tornano a essere meno ampi per chi nella prima parte id stagione ne ha trovati di meno. “Quelli che sono fuori quando rientrano devono correre, perché ci sono questi ragazzotti che corrono”, sta tutto in quesa frase di Allegri arrivata subito dopo la vittoria casalinga contro l’Inter. Perché “i ragazzotti” non hanno deluso, anzi. Si sono presi la Juve sulle spalle sostenendola e partecipando in maniera decisiva alla risalita di Madama. Si sono meritati sul rettangolo verde di non essere messi da parte, di non essere messi in dubbio. Quantomeno nelle ultime due uscite del 2022 che sì, devono vederli ancora protagonisti.






