L'ex Frosinone Salvini: "Sparai una cifra assurda alla Samp per Bracaglia, furono costretti a dire no"
Ernesto Salvini, ex dirigente del Frosinone, tra i protagonista della prima promozione in Serie A dei ciociari, ha parlato così della promozione centrata dalla squadra di Alvini in una lunga intervista concessa a TuttoFrosinone.com: "Un orgoglio incommensurabile. Mi sento un po’ come un precettore che si compiace del 110 e lode universitario di uno studente che ha seguito fino alle superiori. Questo significa che quel precettore ha fatto un gran bel lavoro. Poi lasciami aggiungere che negli anni in cui sono stato al Frosinone abbiamo vinto, con il settore giovanile, uno scudetto con la squadra Berretti, come hai già ricordato, e uno scudetto con l’Under 17. Mi piacerebbe dedicarli a Paolo Macciomei e Tommaso Pantanella, due pilastri di quel settore, che sono sicuro adesso ci guardano da lassù e fanno ancora il tifo per il Frosinone".
Ancora sui ciociari ha detto: "Il flusso economico di una società di provincia, che rappresenta un bacino limitato di tifosi, è di scarsa portata, quindi deve impegnarsi più delle altre. Questa era anche l’idea con cui eravamo partiti insieme al presidente Stirpe, che per mia fortuna è una persona illuminata. Per quanto riguarda Alvini, non solo sono convinto che sia una persona d’oro e che meriti le gioie più grandi, ma è stato anche intelligente a includere i giovani ciociari. La cosa più bella è stata vedere Bracaglia e Palmisani arrivare in Serie A dopo averli visti crescere nel settore giovanile. Io sono nato vecchio — ride — e questa attenzione per i ragazzi me la sono sempre portata dentro.
A Frosinone portammo quel comparto a livelli altissimi, facendo crescere giocatori forti. Tantissimi calciatori che hanno giocato o giocano ancora sono passati dai colori giallazzurri. La cosa a cui tenevo era puntare sugli italiani, non per motivi beceri che qualcuno potrebbe supporre, ma perché l’Italia ha zone e regioni che possono fornire qualitativamente alcuni dei giocatori più forti del mondo, a patto che vengano aiutati a crescere e protetti dai paragoni con i fenomeni delle altre nazioni, magari più pronti alla stessa età. Per esempio, all’epoca avevo un consigliere tecnico che mi voleva quasi costringere a cedere Bracaglia alla Sampdoria, ma io ci credevo talmente tanto che sparai una cifra assurda e furono costretti a rifiutare".






