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L'Italia agogna di nuovo il ripescaggio. Cosa dicono le regole FIFA e perché non è credibile

L'Italia agogna di nuovo il ripescaggio. Cosa dicono le regole FIFA e perché non è credibileTUTTO mercato WEB
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Ivan Cardia
Oggi alle 09:47Serie A
Ivan Cardia

Siamo di nuovo a quel punto. Nemmeno il tempo di asciugare le lacrime per la mancata qualificazione ai Mondiali, la terza consecutiva, e c’è già chi evoca lo scenario di un eventuale ripescaggio della Nazionale italiana da parte della FIFA. Era successo nel 2018, poi ancora nel 2022, e il 2026 non fa eccezione. Peccato che sia decisamente poco probabile.

Manca il fatto… Intanto, perché a oggi non è così probabile che la necessità di un ripescaggio sia così concreta. La nazionale più “quotata” in tal senso - come nel 2018 e nel 2022 - è ovviamente l’Iran, ma le ultime tra Teheran e Washington sembrano portare alla conferma di Team Melli nella prossima rassegna iridata.

…ma manca anche il diritto. Detto che non c’è il presupposto, la cornice normativa FIFA non dà alcun valore alle varie motivazioni addotte da chi sostiene che la Nazionale italiana possa essere ripescata. Per qualcuno, per esempio, conterebbe il fatto che sia la più alta nel ranking FIFA a non partecipare ai Mondiali. Peccato che non sia così.

Cosa dicono le regole. La risposta è nelle “Regulations for the FIFA World Cup 2026”, aggiornate dalla FIFA nel mese di marzo, ma sotto questo punto di vista pressoché identiche a quelle delle edizioni precedenti. L’articolo 6.7: “Qualora una Federazione Membro partecipante si ritiri e/o venga esclusa dalla Coppa del Mondo FIFA 26, la FIFA deciderà in merito a propria esclusiva discrezione e adotterà tutte le misure ritenute necessarie. La FIFA potrà decidere di sostituire la Federazione Membro partecipante in questione con un’altra associazione”. Decide la FIFA, in maniera del tutto discrezionale, senza alcun altro criterio.

E il ranking? Non c’entra nulla, appunto. Ma, soprattutto, nell’unico precedente recente - la mancata partecipazione del Leon al Mondiale per Club - la FIFA ha già fatto riferimento a un criterio geografico, e non di valore. Se a ritirarsi fosse l’Iran, è pressoché certo che Infantino sceglierebbe un’altra nazionale della stessa area (o magari la Bolivia, battuta dall’Iraq nello spareggio intercontinentale) per prendere il posto della selezione di Teheran. Se poi a ritirarsi dovesse essere una nazionale europea - ma a oggi non c’è alcuna ipotesi in tal senso -, allora l’Italia potrebbe anche tornare in gioco. Ma è un altro discorso. E forse non ci meritiamo di appellarci al ripescaggio.

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