La Juve ha chiuso il 2022 senza Vlahovic e in crescendo. Ma il serbo resta punto di riferimento
Il momento è arrivato, quello del rompete le righe e degli impegni delle Nazionali per il Mondiale in Qatar pronto a partire domenica prossima e per qualche amichevole per chi, come l’Italia, non ha ottenuto il pass per la competizione iridata. Il centro sportivo della Continassa da ieri s’è colorato di verdeoro accogliendo, fra gli altri, la stella Neymar. Brasile che sarà il primo avversario di un bianconero assente ormai da qualche settimana dal campo a causa di un fastidioso problema fisico: Dusan Vlahovic.
Juve, 2022 chiuso in crescendo e senza Vlahovic.
Le condizioni fisiche dell’attaccante classe 2000 sono ormai conosciute ai più: fastidio di natura pubalgica che l’ha costretto ad alzare bandiera bianca lo scorso 25 ottobre in quel di Lisbona e che, da lì, non l’ha più visto rientrare in campo. Il serbo ha dato il via, col gol decisivo nel derby della Mole vinto contro il Torino, al filotto di sei vittorie consecutive che ha portato Madama al terzo posto in classifica in piena zona Champions League, ha dato il suo contributo nella seconda contro l’Empoli, ma non ha partecipato alle successive quattro (Lecce, Inter, Hellas Verona e Lazio) lasciando il posto in attacco a Kean e Milik che, in termini di gol, sono stati abili a non far sentire troppo l’assenza del numero nove.
Ma DV9 resta il punto di riferimento da esaltare.
Si è conclusa dunque con 15 presenze, 7 gol e 2 assist la prima parte di stagione del centravanti serbo che ora, infortunio permettendo, si godrà la prima esperienza a un Mondiale con la propria nazionale. Nonostante lo scatto decisivo la Juventus l’abbia fatto senza di lui però, le idee non cambiano: Vlahovic è stato il grande investimento fatto dalla proprietà, quello su cui appoggiare il futuro e attorno al quale costruire la squadra. È DV9 il gioiello da far brillare, il punto di riferimento da esaltare all’ennesima potenza e da mettere nelle condizioni migliori per esprimere il proprio potenziale. La Juventus non vede l’ora di rimetterlo là davanti a impensierire i difensori avversari, a maggior ragione in un contesto tattico che, oggi, finalmente funziona.






