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La rabbia dello Stadium e quella della squadra: la Juve cade e si rialza nel pari con l’Atalanta

La rabbia dello Stadium e quella della squadra: la Juve cade e si rialza nel pari con l’Atalanta TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
autore
Simone Dinoi
lunedì 23 gennaio 2023, 07:00Serie A

Vigilia e antivigilia estremamente burrascose hanno alzato le attese per quello che doveva essere uno scontro diretto per la zona Champions ma che, dopo la sentenza di venerdì sera, non è realmente stato. L’avvicinamento alla sfida contro i bergamaschi è stato tutto tranne che classico, così come l’ambiente che si è respirato allo Stadium fra fischi (tantissimi) e cori diretti alla Lega e alle istituzioni del calcio italiane. In tutto questo si è giocata una partita, terminata in maniera rocambolesca 3-3 e che, se vogliamo, può essere considerata lo specchio dell’altalena di emozioni che la Juventus ha vissuto nelle ultime ore.

Lo show di Di Maria e la lucidità di Fagioli ribaltano l’errore di Szczesny.
Il clima incandescente che si respira allo stadio diventa nell’immediato glaciale, non per la temperatura che rasenta lo zero, ma per il vantaggio ospite targato Lookman che approfitta di un errore macroscopico di Szczesny. La reazione però arriva in pochi secondi ed è frutto di una voglia di ribellarsi agli avvenimenti forse mai vista in questi ultimi mesi in casa bianconera. È veemente la squadra di Allegri nell’andare alla ricerca del gol ed è Fagioli abile a inserirsi in area di rigore a conquistare il penalty che Di Maria trasforma nel pari “strappando” la sfera a Milik. Era già iniziato lo show del Fideo che prosegue nel dipingere calcio lungo il rettangolo verde: esempio il raddoppio bianconero con il tacco a liberare Fagioli sulla destra, il traversone perfetto del 44 e il destro al volo di Milik che non lascia scampo a Musso e chiude un primo tempo quasi perfetto di Madama.

La Juve si addormenta poi Di Maria e Danilo riacciuffano il pari.
L’inizio dei due tempi è sempre il momento in cui è più facile trovare impreparata una squadra. Ed è esattamente quello che succede alla Juventus che, molto probabilmente, subisce un calo di adrenalina dopo 45 minuti ad altissima intensità. Pochi secondi e Maehle approfitta di un errore di Danilo e di una linea del fuorigioco tenuta troppo schiacciata da Bremer per presentarsi a tu per tu e battere Szczesny. Sette minuti più tardi gli ospiti passano nuovamente in vantaggio con la giocata sull’esterno di sinistra di Boga e la palla perfetta in piena area per Lookman che inchioda Alex Sandro e firma la sua personalissima doppietta con un colpo di testa chirurgico. Non è finita qui però perché i bianconeri hanno la forza di riacciuffare nuovamente il pari aumentando i giri del motore. Questa volta è uno schema su punizione dal limite dell’area di rigore a fare la differenza: colpo di tacco di Di Maria per il destro potente di Danilo che trafigge Musso. Lo Stadium esplode e prova a spingere la squadra verso un clamoroso 4-3 che, però, non trova la sua realizzazione. Finisce in parità allo Stadium e la Juve chiude il suo girone d’andata a quota 23 punti.

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