La rivoluzione morbida dell’Inter: Inzaghi ha meno picchi, ma una squadra più varia. A saldo zero
Nessuna delle big ha cambiato come l'Inter, eppure non è questa la percezione comune del calciomercato nerazzurro. Sono andati via senatori come Handanovic, D'Ambrosio e Brozovic; sono partiti anche centravanti che hanno trascinato a Istanbul come Dzeko e Lukaku, per non citare Skriniar e soprattutto Onana. Sono arrivati, nel complesso, ben dodici giocatori nuovi: è una rivoluzione a tutto tondo. Con un mercato così, una squadra cambia per forza di cose. Nel suo modo di stare in campo, pure nella sua identità. E invece l'Inter di queste prime uscite, oltre a essere molto solida, sembra rispondere sempre a se stessa. Meglio, alla versione buona, quella ammirata nella seconda parte della scorsa stagione e in Champions.
La rivoluzione "morbida". Merito, o colpa se si vuole, di Simone Inzaghi. Che non è per forza di cose un normalizzatore - chi lo è davvero? - ma ha scelto la strada più saggia: dare tempo al tempo. Così, nelle prime due uscite di campionato, sono cambiati solo due elementi nell'undici tipo. Lì dove proprio non si poteva fare altrimenti: in porta e in attacco, con Sommer e Thuram. Per il resto, complice il fatto che il mercato si sia completato in corso d'opera, il tecnico piacentino sta dosando con grande attenzione i nuovi innesti. E l'Inter vista finora sembra rispondergli sempre di più, essere più costruita attorno a lui anche rispetto all'anno scorso.
Insidia Fiorentina. A proposito dell'anno scorso: con i viola sono state scintille, in campo e fuori. I rapporti tra le due società non sono più nemmeno tesi, ma praticamente inesistenti. Difficile a San Siro, anche per la conformazione dell'impianto, si ripresentino le scene viste al Franchi, ma stasera tanti occhi saranno rivolte sulla tribuna. Quanto al rettangolo di gioco, Italiano è forse il tecnico che più sa mettere in difficoltà Inzaghi. E la Fiorentina arriva come un test, prima della sosta e prima del derby: l'Inter è sembrata una corazzata contro Monza e Cagliari, adesso si trova di fronte un ostacolo diverso.
Mercato nuovo, saldo zero. Quanto al mercato da poco concluso, nella rivoluzione colpisce l'arricchimento della rosa, a livello tecnico. Forse ci sono meno picchi, tanto in porta quanto in attacco, ma nel complesso Inzaghi ha molte più alternative, persino super abbondanti in difesa dove almeno uno tra Asllani e Sensi a questo punto il campo lo vedrà molto di rado. Con tanta ricchezza, il tecnico nerazzurro potrà divertirsi: quest'ano l'Inter è più variegata, può giocare in tanti modi, anche in corso d'opera. E c'è grande curiosità per vedere quali soluzione, una volta assestato il nuovo organico, Inzaghi vorrà provare. Il capolavoro? Quello forzato, di una dirigenza che tutto questo l'ha costruito a saldo zero. Nell'estate ci sono state sorprese e cambi di rotta. Qualche delusione e qualche innesto inaspettato, uno (Klaassen) persino sul gong. Alla fine, però, il saldo è quello: non era scontato, presentarsi così nuovi al via.
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