La vittoria con la Juve ha trasformato l'Inter: Hellas Verona dominato e notte a -1 dal Milan
Sventolano le bandiere nerazzurre a San Siro. Fiere, fierissime. Perché l'Inter, contro l'Hellas Verona, torna ai livelli del girone d'andata. Diciotto tiri, bizzeffe di occasioni da gol, dieci calci d'angolo a due. Un botto di attacchi pericolosi. All'opposto, insomma, rispetto alla vittoriosa trasferta di Torino. Ecco, è come se quel successo contro la Juventus abbia trasformato i nerazzurri. Uno spartiacque. Inzaghi applaude, gode, festeggia. Almeno per una notte sarà secondo, a -1 dal Milan, con fortissime ambizioni di Scudetto.
Ritmi esagerati
Il Verona, come al solito, gioca uomo su uomo. Ma l'Inter è sul pezzo fin dal principio, crea gioco, ricama trame veloci. Ad alta intensità. E infatti le palle-gol sono quasi tutte a tinte nerazzurre: prima de Vrij di testa, poi Dumfries da posizione defilata, poi la più grande, il tiro a giro di Perisic che Montipò toglie dall'angolino. Ma niente da fare per la prima metà di frazione.
Vantaggio meritato
Dominano gli uomini di Inzaghi e il gol che stappa la partita arriva in contropiede. Perisic in conduzione sulla sinistra vede un'area stracolma di compagni e fa partire un traversone profondo. Sul secondo palo Barella si allunga, colpisce il pallone di controbalzo, con l'esterno, e manda il pallone a dare un bacio al palo e poi in fondo al sacco.
Il raddoppio di Dzeko
C'è praticamente una sola squadra in campo, dal punto di vista offensivo. Tre minuti dopo il vantaggio, Correa sfiora il raddoppio anticipando Gunter e calciando in diagonale, trovando però una grande opposizione di Montipò. Ma è solo questione di poco tempo. Dzeko prima va vicino alla rete, ma poi la trova su sviluppi d'angolo: Dimarco alla battuta, Perisic alla spizzata, il bosniaco al tap-in vincente. La reazione dell'Hellas c'è, sta tutta in una combinazione dei tre attaccanti e un destro di Simeone respinto da Handanovic. Ma è l'unico squillo gialloblù in un primo tempo tutto nerazzurro.
Il ritorno dell'Hellas
Si va più piano nella ripresa, i ritmi calano. Esce de Vrij, causa affaticamento, entra Bastoni. Ma è sempre l'Inter a fare la partita e provare a segnare. Finché il Verona, dopo una decina di minuti, decide di rientrare in partita e mettere pressione ad Handanovic. Prima con Ceccherini, poi con Faraoni, infine con Simeone va ad un passo dal gol. Ma Handanovic è lì, sul pezzo, e risponde sempre presente.
La gestione dell'Inter
La girandola di cambi dà nuova linfa all'Inter, che nel finale torna a riprendersi il predominio territoriale. Dzeko prova a fare doppietta, ma non ci riesce. E allora parte la gestione, con guizzi offensivi che non mancano da un lato e dall'altro. Ma il risultato non cambia più: finisce 2-0 grazie ad un primo tempo perfetto dell'Inter, adesso a -1 dal Milan.






