Leao via dal Milan? Costacurta: "Non perdi Kakà, i Palloni d'Oro sono tutt'altra cosa"
Sono giorni caldi in casa Milan, anche se sarebbe più corretto dire che sono giorni di frustrante attesa in un silenzio che preoccupa. L'ambiente rossonero è in attesa di conoscere su quali uomini il club deciderà di puntare e soprattutto con quali tempistiche, visto che siamo già all'11 giugno. L'ex difensore Alessandro Costacurta si è però detto ottimista in ottica futura per quanto riguarda le sorti del Diavolo.
Il motivo lo ha spiegato - in una intervista a La Gazzetta dello Sport - lui stesso: "Sono ottimista come ho letto essere il mio amico Sandro Nesta. Servono un paio di giocatori che possano spingere, un allenatore che dia una linea chiara, una direzione. E un riferimento dell’area tecnica che abbia una strategia definita", le sue parole.
Ma chi? "Certo, bisogna azzeccarli e volerlo", fa notare Billy. "Non parlo di nomi specifici ma mi sembra che da Rangnick siano passate squadra che avevano un senso, un’organizzazione. E Ibrahimovic, al contrario del pensiero di molti, non mi sembra abbia voglia di ritagliarsi uno spazio di primo piano, tutt’altro".
Parlando dei singoli giocatori poi, si sofferma su Leao: "E’ sempre stato sbagliato, a mio avviso, considerarlo un leader, invece che un buon giocatore capace di accendersi a intermittenza. Personalmente non l’ho mai considerato da pallone d’Oro: ho giocato con alcuni di loro e... sono tutta un’altra cosa. Se va via, certo non perdi Kakà o Sheva. Rafa non è mai stato un fuoriclasse, anche se lui stesso poteva pensare di esserlo. Se poi invece cambia idea, arrivano i veri leader e a lui è data una dimensione diversa, in un contesto giusto, allora può anche essere utile".






