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Lotito: "La Lazio spende più della Juventus". È vero, ma le colpe sono sempre degli altri

Lotito: "La Lazio spende più della Juventus". È vero, ma le colpe sono sempre degli altri TUTTOmercatoWEB
Andrea Losapio
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Andrea Losapio
lunedì 15 luglio 2024, 19:10Serie A

La Lazio spende più di Juventus, è vero. Ma ora Claudio Lotito sta pagando anni di promesse non mantenute, forse anche situazioni che andavano gestite in maniera diversa. Luis Alberto è una, ma anche l'anno scorso con Milinkovic-Savic, venduto a 40 milioni quando negli anni precedenti erano state rifiutate offerte ben più alte. La realtà è che il Presidente ora è entrato con un'altra mentalità, forse più "provinciale" di quella che aveva. Perché se è vero che gli acquisti sono sempre stati particolarmente oculati, dall'altra Lotito non ha mai venduto i propri gioielli. Ha cercato di far crescere il club con i soldi (pochi) che aveva, perché è vero che gli incassi arrivano in particolare dai diritti televisivi.

Come succede però con altre squadre "padronali", come il Torino o il Napoli, quando questi vengono meno ci sono dei rossi importanti. Perché ci sono due possibilità: i diritti televisivi oppure il calciomercato. Vendi Immobile - e risparmi il suo stipendio - ma poi quanto costerà il sostituto? Prendi Noslin e Tchaouna che sono due ottimi prospetti, ma a prezzi comunque non bassissimi. Magari prenderà Simeone. Lotito cercherà il colpo a effetto, come l'anno scorso con Rovella al posto di Ricci, oppure Guendouzi per Milinkovic oppure Kamada a parametro zero.

La sensazione è che bisogna fare il matrimonio con i fichi secchi. Che non è una questione di costo di cartellino, ma di stipendio. De Laurentiis ce l'ha fatta, ha vinto il campionato abbassando il monte ingaggi e spendendo sui cartellini e non sui contratti di Insigne e Mertens, per dirne due. Lotito sta provando a fare la stessa cosa, rendendo economicamente sostenibile la Lazio e cambiando la propria visione. È chiaro però che dopo anni di slogan, la pazienza va riconquistata. Magari, qualche volta, ammettendo che le cose non sono andate per il meglio e di avere sbagliato qualcosina.

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