Malagò: "Nazionale? Prima il dt e poi il ct". Possibile incontro con Maldini a Milano
(ANSA) - ROMA, 26 GIU - "Penso che arriverà prima il direttore tecnico, poi il ct". Giovanni Malagò continua a lavorare alla definizione della squadra tecnica per la rinascita del calcio azzurro, e come prevedibile i tempi non sono rapidissimi. Non solo perche', per dirla con le parole del neoeletto presidente Figc davanti al Consiglio Coni, non si immaginava "che ci potessero essere così tante problematiche". Il prossimo giro di boa è il primo consiglio della federcalcio, il 1/o luglio, ma non è detto che li si arrivi con nomi definiti.
A inizio della prossima settimana Malago' potrebbe incontrare, a Milano, Paolo Maldini. L'ex terzino di Milan e Nazionale oggi compie 58 anni e riceve auguri dal mondo; tra gli altri anche da Infantino, che prima del Mondiale in una partitella aveva scherzato con un 'Maldini for president'. Uno slogan che indica chiaramente come il profilo sia considerato il piu' adatto al rilancio del calcio italiano. Ma incastrare i desiderata non e' scontato. Cosi' per quel ruolo di dt, reso ancora più importante dalle parole di Malago' di oggi, restano aperte tutte le finestre. Per la scelta del ct, al momento, il nodo da sciogliere e' quello economico: Malago' e' ancora immerso nella lettura del bilancio Figc. "Lo sto leggendo da 24 ore", ha ammesso il n.1 federale, ancora nel guado tra Conte e Mancini: se non si arriva a una delle due sponde, la carta coperta (Pioli o addirittura Ranieri, a quanto ipotizzabile).
C'e' poi la questione del rapporto col Governo. L'incontro con Abodi sembra aver disteso i toni, oggi e' arrivata la punzecchiatura, sempre in consiglio Coni, di Gianni Petrucci, attuale presidente del basket ed ex n.1 del comitato olimpico: "Non sapevo che la riforma del calcio si dovesse fare d'intesa con il Governo", la sua frecciata. "Calcio e basket sono accomunati per diversi aspetti", la replica di Malago', riferita alle richieste comuni di provvedimenti legislativi, più che di lasciapassare alle riforme interne. "Le priorità del calcio sono 5-6 - ha concluso il presidente Figc -. Ora devo dare segnali all'interno del mondo federale e poi ci si rivedrà a breve per capire quali si possono risolvere velocemente, anche in relazione alla scadenza della legislatura". "Più che rivoluzione vorrei che dentro la Federazione si maturassero le convinzioni di fare tesoro degli errori del passato, recente, capire dove intervenire, e serve farlo in un tempo breve - ha sottolineato il ministro da Trieste - Io ho discreti segnali, penso, l'ho chiesto al presidente Malagò, che nell'arco dei prossimi due mesi vengano prese le prime decisioni vengano espressi i primi orientamenti sulle priorità. A seguito anche di queste scelte, che farà la Figc, noi poi predisporremo di fare la nostra parte". (ANSA).






