Malagò a 360°, le verità di Paolo Maldini e il mercato di Napoli e Milan: le top news delle 13
Giovanni Malagò a 360°. Il presidente della FIGC ha parlato della scelta del ct: "Il ct giusto e condiviso con Claudio (Ranieri, ndr). Giusto perché Mancini conosce l’ambiente, conosce gran parte dei ragazzi azzurri, sa dove girarsi per valorizzare il talento giovane. A proposito dei giocatori, in molti, in quelle ore, mi hanno scritto per dirmi che sarebbe stato il ct migliore, non c’è solo il messaggio di Donnarumma di cui vi ho già parlato. Ci conosciamo, da tempo. Abbiamo giocato un paio di partite tra 'vecchietti' al circolo, ma non ci siamo mai frequentati. Si tratta di una narrazione che va così, ma che non ha senso tirare fuori per spiegare una scelta, la più logica in questo momento". "Più o meno. L’ho chiamato solo dopo che era finita la partita con Pirlo. 'Sì, me la sento', la sua risposta, e se la sentiva anche di rispondere alle domande sulla rottura del rapporto con la federazione per andare in Arabia. Una cosa fatemela dire: ha firmato il contratto in meno di due minuti, quasi senza leggerlo". Chiosa su Andrea Pirlo e il suo mancato arrivo: “"Era tutto fatto, credetemi. Tutto pronto per l’annuncio, poi la storia della collaborazione di Andrea (Pirlo, ndr) con un sito di scommesse russo. Cosa avrei dovuto fare? Non ci ho dormito, ma, alla fine, sono convinto di aver preso la decisione più opportuna. Maldini? Lo incontrerò dopo le vacanze. La decisione, sua e di Leonardo, di fare un passo indietro rientra in quella che io chiamo linearità di comportamento... è andata così”, ha concluso.
E a parlare è stato anche Paolo Maldini: "Non sono attaccato alla poltrona. Mi sento molto libero nelle mie scelte. Grazie a Dio non ho necessità economiche. Quello che mi porta ad accettare i ruoli è la possibilità di eseguirli, di dare il mio contributo. Mi dispiace che questa cosa sia vista come arroganza o intransigenza. Ma se vengo indicato come responsabile, mi sento in dovere di esserlo. Malagò mi ha chiamato a Pasqua, dicendo: c’è la possibilità che io diventi presidente della Figc; tu sei la persona che vorrei avere con me. Io gli ho dato la mia disponibilità. Nel calcio per me esistono solo due cose: il Milan e la Nazionale. Poi non l’ho più sentito. Il giorno prima delle elezioni, Malagò richiama: domani si vota, ci sono buone possibilità, ti vorrei a bordo. Rispondo: parliamone. Poi i patti sono stati rivisti; di conseguenza l’unica cosa da fare era dimettersi. Anzi, rinunciare a firmare il contratto di quattro anni che doveva partire dal primo agosto. Infatti per prima cosa ho chiesto: il ct chi lo sceglie? Malagò mi ha risposto: l’allenatore lo decidete voi, e io lo avallo. Questo era l’accordo. Poi gli eventi hanno fatto sì che questa cosa cambiasse. Pirlo? La nostra idea era legata alla tecnica. Al gioco offensivo. A un cambiamento. In Italia siamo rimasti indietro su tante cose. Volevamo che la formazione dei ragazzi fosse basata non sull’esasperazione tattica ma sulla tecnica, l’uno contro uno, la mentalità offensiva. E volevamo un allenatore giovane, che avesse avuto una storia in Nazionale. I nomi erano tre. Oltre a Pirlo Daniele De Rossi e Fabio Grosso. Tre campioni del mondo. Ma il presidente ci ha detto che in base agli accordi che l’hanno portato all’elezione, con l’appoggio di tutti i club tranne la Lazio, non potevamo toccare gli allenatori delle squadre di serie A. Quindi De Rossi e Grosso erano esclusi".
Romelu Lukaku si avvicina al Fenerbahce. Dopo l'apertura del centravanti belga al club di Istanbul, le parti hanno trovato un accordo sulla base di un contratto da dieci milioni di euro netti l'anno. Risposta positiva di Big Rom che ora aspetta l'intesa tra le due società: il Napoli chiede dodici milioni di euro per il cartellino del calciatore classe '93 da pagare al massimo in due tranches, la società turca per ora si è spinta fino a 7-8 milioni. L'obiettivo ora è trovare la quadra sulla valutazione del cartellino in tempi rapidi, ma Lukaku è sempre più vicino al trasferimento in Super Lig e all'addio alla Serie A. Nell'estate 2024 il Napoli ha acquistato Lukaku per 30 milioni di euro dal Chelsea su espressa richiesta di Antonio Conte. Alla società londinese resta però il 40% sulla rivendita e, anche per evitare una minusvalenza, per ora la società del presidente De Laurentiis non scende sotto quella cifra.
Il precampionato ha consegnato a Ruben Amorim indicazioni piuttosto nette e adesso il Milan è chiamato ad accelerare sul mercato. Dopo le amichevoli contro Celtic, Inter e Chelsea, diversi elementi della rosa sembrano essere finiti fuori dal progetto tecnico dell'allenatore portoghese. Secondo quanto riportato da Tuttosport, la priorità è sfoltire un organico troppo numeroso, anche per evitare problemi con le liste di Serie A ed Europa League. Le situazioni più evidenti riguardano Fikayo Tomori e Youssouf Fofana. Entrambi titolari nel derby contro l'Inter, sono rimasti in panchina per tutta l'amichevole con il Chelsea senza essere utilizzati e senza neppure partecipare al riscaldamento. Amorim ha preferito altre soluzioni, affidandosi prima a Terracciano e Comotto e successivamente a Vladimirov e Musah. Tomori e Fofana sono dunque chiamati a trovare una nuova sistemazione e per entrambi sono già arrivati sondaggi da parte di società di medio-bassa classifica della Premier League.






