Materazzi 'vota' Malagò per la FIGC: "I risultati negli altri sport li ha portati. Può essere d'aiuto"
Tra i tanti temi analizzati nel corso di una lunga intervista rilasciata a La Stampa, Marco Materazzi ha parlato anche del Mondiale e in particolare della crisi del calcio italiano, che in Coppa del Mondo manca ormai dal 2014. Queste le parole del difensore campione azzurro nel 2006: "Come si spiega? E' una questione generazionale, di sicuro non penso che la colpa sia di Gattuso o dei giocatori perché nella partita secca può succedere di tutto. Il problema è alla base del sistema, ci sono troppe regole sbagliate che non permettono al movimento di svilupparsi. Deve arrivare qualcuno di diverso dalle stesse figure che si vedono nel mondo del calcio, in cui si esce dalla porta e si rientra dalla finestra e non cambia niente. Un nome? Malagò i risultati negli altri sport li ha portati. Potrebbe essere d'aiuto".
Materazzi è poi tornato sulla finale di Berlino del 2006 e sulla testata ricevuta da Zidane: "È tutto collegato. Prima del gol commisi il fallo da rigore su Malouda. Secondo me non c’era, ma almeno Elizondo non mi ha ammonito ed è stato un dettaglio fondamentale. Poi ho rischiato anche l’autogol: era tutto in salita, ma quella rete che ho segnato ci ha rimesso in piedi. E alla fine è successo quello che è successo con Zidane e non per colpa mia. Il mio intento era non farmi mettere in difficoltà con astuzia e malizia. Lui si sentiva superiore ma io venivo dalla strada: ho riposto alle sue provocazioni".
Alla fine la storia è nota. L'Italia trionfò a Berlino ai rigori e Materazzi decise di portarsi a casa come souvenir il dischetto dell'Olympiastadion: "In realtà mi fu regalato da un membro dello staff della cucina di Coverciano dopo 6-7 mesi: me lo mise dentro la carta stagnola come fossero polpette".






