Messias: "De Rossi in questi giorni non dormirà. Vi spiego il faccia a faccia tra me e i tifosi"
Junior Messias, jolly del Genoa, è andato a parlare coi tifosi rossoblù dopo l'ennesima delusione di quest'avvio di stagione: la sconfitta col Parma di Cuesta. Di seguito la spiegazione di quest'episodio in conferenza stampa, fornita dal diretto interessato.
Junior Messias e il retroscena sul faccia a faccia coi tifosi a fine gara
Alla fine sei andato sotto i tifosi. Cosa è successo?
"Non ci siamo detti niente di troppo. Ho detto che sappiamo che loro ci tengono, ci teniamo anche noi. I tifosi sono meravigliosi, è giusto che ci contestino quando le cose vanno male. Ho detto solo che noi ci teniamo a fare bene anche per loro. In casa lo stadio è sempre pieno, anche oggi erano tantissimi. Meritano di più di quanto abbiamo fatto finora".
Come mai hai parlato solo tu coi tifosi?
"Mi sono sentito di parlare con loro, sono da quattro anni a Genoa e so quanto i tifosi ci tengono alla squadra. Sono andato a dire che ci teniamo a loro, sono come un giocatore in campo. Non abbiamo detto niente di che. Ho solo detto che lavoriamo per noi, per la società, per le nostre famiglie ma anche per loro. È giusto che ci chiedano sempre il massimo impegno. Sappiamo che nel calcio le cose non vanno sempre bene ma dobbiamo lavorare perché vadano bene".
Tanto spazio per te quest'anno. Sei in grande condizione.
"Devo ringraziare il mister e lo staff. Mi hanno fatto rivivere nel calcio e dentro il Genoa. A volte serve cambiare aria per trovare la condizione giusta, ma mi hanno fatto trovare questa condizione nel Genoa. Loro cercano anche di gestirmi: a volte la voglia è superiore a ciò che sopporta il corpo, per questo a volte mi tengono più in palestra rispetto al campo, ed è giusto così, mi stanno aiutando veramente tanto".
Volete aiutare il mister? È una motivazione in più?
"Anche Vieira ci aveva aiutato. Speriamo di non fare così quest'anno. Il mister è una persona bravissima, in questi giorni non dormirà. Anche io non dormo quando perdiamo. Dobbiamo farlo anche per lui perché se lo merita, come persona e per l'impegno che ci mette. Noi siamo i protagonisti e dobbiamo farci un esame di coscienza. Il calcio è un gioco di squadra, ma migliorando il singolo migliora anche la squadra".






