Milan, Amorim: "Qualcuno non vedeva l'ora di criticarmi. Fabregas? Non sapevo fosse lui l'ispirazione"
Ruben Amorim, allenatore del Milan, è presente in conferenza stampa, a partire dalle ore 14:00, alla vigilia di Lazio-Milan, sfida valida per la quarta giornata di Serie A e in programma domani alle 18:00 allo stadio Olimpico di Roma. Segui in diretta le dichiarazioni del tecnico rossonero con il live testuale su TMW.
14:00 | Inizia la conferenza: parla Amorim.
Domani incontrerà il terzo ex rossonero in panchina...
"La prima cosa da dire su cosa accadrà domani è che affrontiamo una squadra con molto passo e davvero aggressiva. Hanno un'identità chiara: il modo in cui costruiscono il gioco a quattro, i tre centrocampisti... Frattesi è stato un ottimo acquisto, che dà loro molta aggressività nell'ultimo terzo di campo. Poi due esterni davvero bravi con la palla al piede e un nuovo attaccante. Sarà quindi una squadra a proprio agio, con tre vittorie alle spalle, e questo dimostra come sia il calcio: hanno perso la coppa e poi hanno iniziato la stagione così forte. È divertente in questo senso. Mi aspetto dunque una squadra molto organizzata e davvero fiduciosa, ma noi siamo pronti. Gennaro Gattuso è una leggenda, una leggenda del Milan, e credo che in questo momento rappresenti un'immagine davvero importante per il nostro club e per la nostra squadra: dimostra che il talento non è tutto. La passione che metteva nel giocare a calcio e l'aggressività che aveva sono aspetti che dobbiamo replicare nel nostro modo di giocare. A volte, più che il talento, ciò che ci è mancato negli ultimi anni è proprio quella passione, perché a volte le situazioni si possono risolvere con la passione e con l'impegno. È un ottimo esempio per la nostra squadra e per il momento che stiamo vivendo."
Non era contento dopo la Juventus...
"Ovviamente ne abbiamo parlato durante la settimana e abbiamo lavorato molto sulle cose che abbiamo sbagliato nell'ultima partita. Credo che non sia stata solo una questione tattica, ma che ci sia mancata l'energia necessaria, il che è davvero fondamentale. Penso che specialmente nel primo tempo abbiamo controllato abbastanza bene il possesso palla, ma ci è mancata l'aggressività nell'ultimo terzo di campo per riempire l'area di rigore. Ho mostrato ai giocatori che molte delle occasioni della Juventus sono nate da nostre palle perse, a volte senza nemmeno subire pressione, soltanto per passaggi superficiali. Sono dettagli che possono cambiare una partita e invertirne l'inerzia. Ci abbiamo lavorato sopra e dobbiamo fare meglio. È un po' di tutto, chiaramente ne abbiamo parlato."
È la squadra che non ha ancora capito come coinvolgere Ramos o è lui che deve fare qualcosa di più?
"Non credo dipenda da un singolo giocatore, penso che come squadra non abbiamo fatto bene. Se perdiamo palla senza pressione abbiamo parecchi problemi.
Anche Goncalo Ramos, quando ha toccato il pallone, non ha avuto una ottima gestione, e lui stesso ne è consapevole. Dobbiamo migliorare come collettivo. Ramos ha fatto benissimo contro il Torino e contro il Venezia, ma quando in una partita non si esprime sugli stessi livelli, salta subito all'occhio e lo si nota. Non si tratta quindi di non capire come giochi Ramos, perché contro Torino e Venezia abbiamo dimostrato di saperlo fare; si tratta piuttosto della lettura e della comprensione del gioco da parte di tutti i giocatori".
Qualcuno dice che Modric faccia più fatica con il suo modo di giocare...
"Capisco che a volte Modric non abbia la capacità di pressare in ogni singola azione, ma c'è l'altra faccia della medaglia: controlla davvero bene il ritmo della gara. Se c'è una cosa di cui questa squadra ha bisogno, è capire come giocare la palla per molto tempo; in questo momento, lui è il giocatore che lo comprende meglio degli altri. Come allenatore, devo scegliere cosa voglio di più dalla squadra. A volte perdiamo un po' nella pressione e lo so io e lo sanno gli avversari, ma quando abbiamo il pallone manteniamo maggiore controllo. Guardando alla partita contro la Juventus, magari c'era meno pressione sulla palla e in alcuni momenti Douglas Luiz ha avuto più tempo a disposizione, ma se si osserva la nostra squadra, chi è stato a controllare di più il ritmo del gioco? È stato Luka. Quindi a volte si perde qualcosa, ma si guadagna qualcos'altro. Il mio messaggio alla squadra è che, se dobbiamo concedere qualcosa, deve essere senza palla; quando l'abbiamo noi, invece, dobbiamo essere bravi o molto bravi. Ho fatto questa scelta. Capisco le critiche, ma c'è un altro modo di vedere le cose: Luka è davvero forte con il pallone e io voglio che questa squadra ne abbia il possesso".
In tanti ex calciatori del Milan hanno detto di darle tempo...
"Penso che dovremmo migliorare in ogni sessione di allenamento. Mi aspetto che i miei giocatori capiscano. È come quando - perdonate l'esempio - c'è un incidente aereo: si impara qualcosa. Non è un bel paragone, ma capite cosa intendo. Se succede qualcosa di sbagliato, prendiamo molte informazioni e le inseriamo nella sessione di allenamento. So che ci sono state alcune situazioni nel gioco della Juventus in cui i miei giocatori sanno già cosa fare. Quindi penso che miglioreremo, dobbiamo solo aspettare domani. In passato sono stato in un club con molte leggende: hanno opinioni forti e parlano molto, ma soprattutto hanno vissuto un'epoca completamente diversa. Quindi devo capire il momento attuale del club. Quello che non voglio che i miei giocatori dimentichino è la responsabilità di allenare e di giocare per il Milan. Dobbiamo vincere, ma dobbiamo anche capire che in questo momento stiamo costruendo qualcosa e ci serve tempo. Questo però non dipende da me: il tempo è nelle mani della proprietà e della dirigenza. Il mio unico obiettivo è che dobbiamo vincere sabato: per me è l'unica cosa che conta. Certamente, se guardiamo le migliori squadre al mondo... qual è la squadra che ha vinto l'ultimo campionato in Inghilterra? L'Arsenal. Quanti anni ci ha messo per vincere un titolo? L'Inter e la Juventus avevano una base: ricordo la struttura degli ultimi Scudetti vinti dalla Juventus con tutti quei giocatori, sempre gli stessi, i tre difensori centrali, Pirlo... Dobbiamo costruire quella stessa base per poter vincere in modo continuo. Se vogliamo vincere una volta ogni tanto è possibile, ma se vogliamo vincere con continuità ci serve tempo per costruire. Oggi, però, il tempo è un bene davvero prezioso, quindi dobbiamo comprarlo. E comprare tempo significa vincere sabato: se vinciamo sabato, avremo tempo."
Chi gioca sulla trequarti?
"Ovviamente non dirò chi giocherà. Pulisic si sta allenando bene, sta facendo davvero benissimo. Anche Cisse si sta allenando alla grande. Abbiamo molte opzioni. Hutchinson sta ritrovando la forma migliore per poter giocare. Abbiamo Ruben Loftus-Cheek. E se guardiamo le ultime tre partite, i giocatori entrati dalla panchina hanno cambiato la gara, quindi anche questo è importante. Non dirò chi scenderà in campo, ma la mia sensazione è che saremo una squadra forte."
Come sta vedendo Cisse?
"Penso che se metti in campo Cisse, lui gioca. Non importa cosa succeda: che sia in Nazionale o che giochi al fianco di Bastoni e di tutti gli altri compagni di squadra: gioca libero. Per questo è pronto. Ha però bisogno di tempo per crescere. Ho notato una piccola differenza quando ha giocato in trasferta rispetto a quando ha giocato a San Siro: giocare a San Siro è dura. Sono tutti dettagli che deve ancora registrare, quindi diamo tempo a Cisse. Tuttavia, se lo metti ad allenarsi e a giocare con la Nazionale, non si farà intimidire e vorrà il pallone. È pronto per giocare, ma ha bisogno di tempo per diventare il calciatore che può davvero essere. Ha ancora molto da imparare".
Se il Milan vince domani, è primo in classifica.
"La classifica non conta ora, è l'ultimo dei problemi. Non la guardo. La Lazio è a 9. Il fatto di andare a dormire non vuol dire niente, è una cosa per mio fiiglio".
Come sta Pulisic?
"Penso che lo vedrete in campo: non so se partirà titolare o se subentrerà, ma credo che giocherà almeno qualche minuto. È un giocatore che mi piace molto. In questo momento è contrariato perché ha zero minuti giocati, ed è una cosa che amo nei miei calciatori; tuttavia è pronto per scendere in campo. Non dobbiamo dimenticare che ha avuto un infortunio, poi al primo allenamento ha subito un colpo che lo ha rallentato un po', per poi rientrare. Io non posso togliere subito gli altri ragazzi che stanno facendo bene solo per inserire un determinato giocatore, per quanto top player possa essere. Questo è il mio modo di allenare ed è il principio con cui porterò avanti o concluderò la mia carriera. Pulisic è davvero importante per noi. Dopo la pausa per le nazionali ci attenderanno otto settimane con tre partite a settimana: penso che i ragazzi si stancheranno persino di giocare, quindi ci sarà spazio per tutti. È un elemento fondamentale e giocherà molte partite, ma bisogna comprendere la storia e il contesto per capire il perché delle mie scelte. Comunque credo che vedrete Pulisic questo fine settimana e non ne sentirete la mancanza".
Reintegrerà anche Bondo?
"Abbiamo un giocatore in più in ogni reparto della squadra: era questo il nostro obiettivo quando abbiamo terminato di allestire la rosa. Al momento il gruppo è completo e abbiamo calciatori pronti ad affrontare tutte le partite".
Chi è che il giocatore con le caratteristiche di Musah?
"Rabiot può giocare in quella posizione, anche Jashari. Musah sfrutta molto gli inserimenti senza palla e credo che per Rabiot sia la stessa cosa: sia Musah sia Rabiot sono in grado di attaccare la profondità. Jashari è un po' diverso, ma può comunque agire da mezzala, esattamente come sta facendo Musah. Comotto si sta allenando in quel ruolo; ovviamente è ancora giovanissimo, ma sta migliorando allenamento dopo allenamento. Quindi, se dovessi farvi qualche nome per quella posizione, direi Jashari, Musah, Rabiot e Comotto. Persino Ruben Loftus-Cheek può ricoprire quel ruolo, qualora in determinati momenti della partita dovessimo avere bisogno di qualcosa di diverso".
Può Amorim far giocare il Milan come il Como di Fabregas?
"Siamo allenatori diversi, abbiamo background differenti e alleniamo club diversi. Cardinale non mi ha mai detto che Fabregas fosse l'ispirazione, ed è un'informazione che mi state dando voi perché non lo sapevo. Io ho il mio modo di giocare, credo sia chiaro fin dal primo giorno. Penso che ci vorrà del tempo -ogni allenatore ha bisogno di tempo - ma, di nuovo: contro il Torino si è visto un po' e contro il Manchester United, anche se era un'amichevole, si è capito che stiamo migliorando. Vedremo in futuro, ma se volete una squadra che giochi come il Como bisogna ingaggiare l'allenatore del Como. Io sono completamente diverso: ho il mio stile di gioco, la mia identità e, ripeto, alleniamo club diversi. Allenare il Milan è davvero difficile, così come è difficilissimo allenare il Como e fare quello che sta facendo Fabregas. Lui sta facendo benissimo, ma io non sono concentrato su come gioca il Como, sono concentrato su come far vincere il Milan e su come farlo giocare nel modo che ritengo giusto. Certo, voglio rubare qualcosa a tanti allenatori, ma non ne copio nessuno. La parte divertente di fare l'allenatore non è stare qui con voi, la parte che amo è l'aspetto tattico, l'idea di gioco. Se c'è una cosa di cui non mi si può accusare è proprio quella di copiare le altre squadre. Io gioco in modo chiaro e voglio giocare a modo mio, a prescindere da tutto, e credo che questo sia evidente. Capisco che vi piaccia molto il modo di giocare del Como, ma noi abbiamo la nostra identità, giocheremo in modo diverso e vedremo alla fine della stagione o tra qualche stagione cosa succederà".
Che giocatore è Hutchinson? È il suo trequartista ideale?
"Abbiamo diversi giocatori che possono coprire quella posizione. Ovviamente col piede sinistro. Voi parlate di tre giocatori che hanno più o meno le stesse caratteristiche. Rabiot è più un box-to-box. Non è il tipo di giocatore abituato a giocare tra le linee: gioca più guardando la porta avversaria, ma è davvero forte vicino all'area di rigore e può segnare. Quindi, in alcune partite, è proprio quello che ti serve in squadra: meno gioco tra le linee e più aggressività nella trequarti finale. Penso che anche Loftus-Cheek, pur essendo un destro, abbia le caratteristiche giuste per giocare lì. Credo debba essere più aggressivo e rimanere dentro la partita per tutti i 90 minuti, senza sparire per poi rientrare dopo cinque minuti. Ci sono aspetti su cui cerco di aiutare i giocatori. Per quanto riguarda Hutchinson, penso abbia ottime caratteristiche per ricoprire quel ruolo. È un mancino, come vi dicevo, ed è abituato a giocare lì. Ma anche Pulisic è un destro che sa essere davvero rapido tra le linee. Quindi abbiamo molti giocatori che possono ruotare in quella posizione: Hutchinson è uno di quelli con le caratteristiche giuste per farlo, mentre Rabiot ha uno stile diverso pur giocando nello stesso ruolo".
TMW - Come ha reagito alle critiche della settimana: 'Amorim aveva promesso di dominare e poi fa il difensivista'...
"La critica è normale e, avendola già vissuta nel mio precedente club, più di così è impossibile. Ciò che c'è di positivo è quello che prometto: io ricordo tutto quello che dico. Quello che ho promesso è che la squadra sarà sempre al primo posto. Poi ho espresso la mia intenzione e ciò che mi chiedono di fare, ovvero essere propositivi e cercare di segnare gol. A volte vogliamo segnare ed essere davvero propositivi, ma poi c'è l'avversario. Magari Spalletti è davvero bravo e ci schiaccia all'indietro; anche se vogliamo mantenere il possesso palla - E ne abbiamo avuta più della Juventus -, se l'altro è più bravo di me ti mette in difficoltà. Questo però non cambia la nostra intenzione. Se guardate la nostra squadra, c'è sempre un'intenzione chiara: non vedrete mai nulla di casuale. A volte appaiamo un po' rigidi perché cerchiamo certi schemi che sono difficili per i giocatori. Quindi capisco la pressione. Capisco che un allenatore giovane che viene in Italia a spiegare come giocare a calcio sia difficile da accettare, e al primo momento si aspetta solo l'occasione per dirmelo in faccia. Lo capisco, ma l'unica cosa che prometto è che la squadra sarà al primo posto. Questo ve lo posso promettere. La mia intenzione è sempre quella di dominare le partite, ma allenatori come Spalletti o Fabregas sono davvero bravi e ci metteranno in difficoltà. La cosa importante è essere davvero forti sui calci piazzati nei minuti finali, perché se avessimo vinto, qualcuno avrebbe dovuto tenersi quella domanda in tasca per un'altra settimana. Questo è il punto. L'unica cosa che prometto è che metterò questo club al primo posto, a prescindere dalla mia situazione o da quella dei giocatori. La mia intenzione sarà sempre cercare di fare meglio dell'avversario; ci proverò. Ma poi trovi Spalletti, e Spalletti è stato più bravo di me: è normale. Quindi questo non cambia la realtà. Ogni volta che non domineremo in termini di creatività mi chiederete: 'Lo avevi promesso!'. No, non l'ho promesso. Ho promesso che questa sarà sempre la mia intenzione. A volte non sarò in grado di darvi quello che volete, ragazzi. Vedremo. Contro la Lazio cercheremo di essere dominanti, ma la partita contro la Juventus mi ha aperto un po' gli occhi e sono pronto per quello che verrà. Ho detto ai miei giocatori: dobbiamo essere perfetti. Dobbiamo essere perfetti. Ho detto ai miei giocatori che bisogna essere perfetti".
Qual è la visione dietro le tue scelte di formazione?
"Per trovare il miglior equilibrio tra la rotazione della squadra e la posizione ideale per ciascun giocatore. Stiamo imparando tutto contemporaneamente e stiamo cercando di fare tutto insieme: vogliamo vincere le partite, ma vogliamo anche individuare i ruoli e le combinazioni migliori per i calciatori. Capire chi si adatta meglio in una determinata zona di campo. In questo momento comprendo le critiche e credo sia giusto dire che, se si vuole lavorare su certe dinamiche, servirebbe schierare sempre gli stessi giocatori. Io però credo che, se la squadra recepisce l'idea di gioco, sia possibile ruotare gli elementi creando dinamiche differenti all'interno della stessa impronta tattica. La mia risposta è che devo trovare le posizioni migliori, le caratteristiche ideali e le giuste intese tra i giocatori. Il mio focus è su questo: vincere le partite e, al contempo, trovare il miglior equilibrio per la squadra. Ecco perché sto cambiando molto: penso anche che tutti debbano farsi trovare pronti per giocare. Avremo così tante partite che le rotazioni non dovranno alterare la nostra identità tattica. Sto lavorando su tutti questi aspetti contemporaneamente".






