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Inter, Mosconi: "Ho preferito i nerazzurri al Milan. Da Chivu ho sempre ricevuto fiducia"

Simone Lorini
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Simone Lorini
venerdì 11 settembre 2026, 14:39Serie A
11.09.2026 14:39Serie A
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© foto di Luca Recalcati/TUTTOmercatoWEB.com

Mattia Mosconi, attaccante dell'Inter Under 23, a Vivo Azzurro TV parla della sua carriera e delle varie tappe che lo hanno formato."Sono cresciuto in questo paesino della Valtellina, a Grosio. Ho cominciato a giocare all'età di 4 anni, nel campo del Grosio. Poi, dopo tre anni in questa squadretta allenata da mio padre, sono andato a fare un provino a Legnano. Dove ho fatto 29 gol in 5 partite, e da lì sono stato notato da un osservatore sia dell'Inter che del Milan. Ho deciso di sposare il progetto nerazzurro, così sono andato a fare il provino e mi hanno preso. Inizialmente era troppo difficile fare avanti e indietro, e quindi ho preso una decisione coi miei genitori di trasferirmi a Monza, però dopo una settimana non volevo più star lì perché non mi trovavo bene: non ero pronto a questo salto, a questo cambiamento così grosso. Quindi ho deciso di tornare a casa. Tre o quattro giorni a settimana mio padre, mia madre, i miei zii e i miei nonni mi portavano al campo a turno: tutta la famiglia ha contribuito in questo senso. Facevo le mie ore di scuola, poi avevo un permesso per uscire prima; quindi passavo da mia nonna a prendere il cibo che mangiavo in macchina. Arrivavo al campo, mi allenavo due orette, mentre mia mamma mi aspettava oppure mi preparava le robe da studiare. Subito dopo l'allenamento, mi riprendeva, e tornavamo a casa dove appunto cucinava ancora o mia nonna o mio papà, e arrivavo a casa alle 11 di sera. Tutti i giorni la stessa routine".

L'Europeo Under 17 vinto da capitano."Vincere l'Europeo a Cipro è stata un'emozione grandissima, non capita tutti i giorni di vincere soprattutto da capitano. E' stato un percorso bellissimo, anche fuori dal campo. Per me quell'Europeo l'ha vinto il gruppo".

L'esordio in Serie A."E' stata un'emozione fortissima, un orgoglio. Non me l'aspettavo, sinceramente. Devo ringraziare i compagni e mister Chivu che mi hanno sempre sostenuto e dato fiducia in tutto. Mi sono allenato con loro dopo l'Elite Round a Catanzaro, ho fatto 5-6 panchine e poi è arrivato il debutto con la Lazio. Stavo facendo gol ma sfortunatamente la palla non è entrata. Ho avuto anche la fortuna di entrare nella gara col Verona nel giorno della festa scudetto. Ho fatto la sfilata col bus scoperto fino al Duomo".

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Immagine editoriale di Lorenzo Di Benedetto
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