Perché quello di Mora alla Roma è un affare che va oltre le 'nuove' comproprietà
Fantasia al potere. Il trasferimento di Rodrigo Mora alla Roma con formula e clausole di cui tra poco parleremo spiega bene la direzione verso cui sta andando il calciomercato. E' una strada che in maniera sistematica, già da qualche anno, ha deciso di imboccare Florentino Perez e che questa estate ha permesso al Real Madrid di incassare oltre 100 milioni di euro per calciatori che lo scorso anno nemmeno erano in rosa. Per i trasferimenti di Mario Gila, Alvaro Rodriguez, Victor Munoz e quel Nico Paz che era già stato venduto e questa estate di nuovo rivenduto (e magari ci sarà anche una terza volta...)
Porto sulla scia del Real Madrid
Già, perché qualche anno dopo l'abolizione delle comproprietà le società hanno scoperto nella percentuale sulla futura rivendita un modo nuovo per riportarle in auge sotto diverse vesti. Rodrigo Mora s'è infatti trasferito alla Roma per 25 milioni di euro ma il Porto mantiene il 50% sull'eventuale futura rivendita. Una eventualità che è quasi una certezza perché parliamo di un classe 2007 gestito da Jorge Mendes. Di un giocatore che se nei prossimi 2-3 anni diventerà una stellina giallorossa avrà tutta la Premier League ai suoi piedi.
Ma la Roma è andata oltre
Il presidente dei dragoes André Villas-Boas ha scommesso soprattutto su questo, anche sul fatto che Gasperini è praticamente sempre riuscito a valorizzare i giovani di talento. Però Tony D'Amico stavolta è andato oltre le 'nuove' comproprietà e, seguendo anche in questo caso una nuova (e ancor più recente) moda del calciomercato, ha inserito nell'accordo la possibilità di togliere questa rivendita versando nelle casse del Porto altri 20 milioni di euro. L'ha fatto perché se Mora farà molto bene potrà andare via a cifre molto alte, magari alla clausola risolutoria da 120 milioni di euro inserita nell'accordo. E allora perché pregiudicarsi da subito la possibilità di una maxi-plusvalenza in futuro? Meglio pensaci prima e fantasia al potere, appunto. Creatività (finanziaria) necessaria per concludere una delle operazioni più articolate dell'estate italiana.






