Negli ultimi 10 giorni è cresciuto il partito di chi vuole la conferma di Silvio Baldini CT
L'Italia che ieri sera è scesa in campo in Grecia e ha vinto per 1-0 la sua seconda amichevole di fila aveva un undici titolare con un'età media inferiore ai 21 anni. Tolti capitan Donnarumma e il centravanti Pio Esposito, tutti gli altri giocatori di movimento sono ragazzi che Silvio Baldini conosce bene. Che ha avuto con sé in quell'Under 21 che punta a far bene al prossimo Europeo di categoria così da conquistare il pass per l'Olimpiade di Los Angeles del 2028. Non sarà facile, bisognerà chiudere la rassegna continentale ai primi tre posti, ma non c'è dubbio che Baldini da quando è arrivato stia facendo un buon lavoro. Ha sfruttato questa vetrina figlia di un vuoto di potere per dare ulteriore visibilità ai suoi ragazzi. Per far crescere un gruppo che ha buone potenzialità, anche se poi tutto passa da quanto, come e in che contesto giocheranno questi ragazzi nei prossimi anni. "Non abbiamo gli Yamal come la Spagna ma buonissimi giocatori che hanno capito che avere delle regole e avere dei principi è una risorsa per sviluppare il proprio talento", ha detto il CT al termine del match.
Silvio Baldini in questi dieci giorni ha fatto breccia nel cuore di chi ha seguito la Nazionale. Non per le partite in sé che in molti hanno interpretato con un inutile coltello nella piaga, ma per il modo in cui l'attuale allenatore dell'Under 21 ha affrontato queste sfide. Per la sua comunicazione sempre schietta e sincera, per la scelta di lasciare a casa i big per dar spazio a giovani calciatori che hanno mostrato grande impegno. Che hanno sudato la maglia e poi anche vinto (ma questo è quasi secondario...). Soprattutto, hanno dimostrato coi fatti che un movimento calcistico interessante lo abbiamo anche noi. E' solo che non lo conosciamo perché non gli diamo spazio.
Di una sua possibile conferma nel post-gara ha parlato anche lo stesso Baldini. "Non mi interessa", ha detto il CT che crede davvero poco a questa ipotesi. "Vi ringrazio per l'attestato di stima, ma mi interessa solo far bene il mio lavoro. Poi nel calcio purtroppo ti danno etichette che è difficile togliersi: spero di aver dimostrato che non sono proprio uno scappato di casa... È vero, il destino mi ha dato questa opportunità incredibile, ma la strada per arrivarci è stata lunga e tortuosa. Io ho fatto quello che mi hanno chiesto, ora il futuro non dipende da me...".






