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Niente panico Fiorentina: le chiavi a Italiano per non farsi trascinare nella mediocrità

Niente panico Fiorentina: le chiavi a Italiano per non farsi trascinare nella mediocrità TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Dimitri Conti
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Dimitri Conti
lunedì 7 febbraio 2022, 09:00Serie A

La Fiorentina vista sabato sera è stata brutta, una delle peggiori versioni in questa sua stagione. Non è però il tempo del panico, almeno non ancora: se il fresco addio a Vlahovic si è fatto più amaro nelle scorse ore, tra gol all'esordio in bianconero di quest'ultimo e la contemporanea sterilità offensiva messa invece in campo dai viola, è altrettanto evidente che la singola presenza di un giocatore, pur fortissimo e trascinante come il bomber serbo, non avrebbe potuto cambiare così tanto le carte in tavola all'interno di una sconfitta fatta di tante prestazioni insufficienti e qualche errore singolo, si veda Nastasic sullo 0-2, che ha del clamoroso.

"La sconfitta non è figlia di quanto successo negli ultimi giorni", si è affrettato a precisare Italiano nel post-partita. Proprio l'allenatore dovrà giocare un ruolo fondamentale in questa transizione tecnica, perché nonostante chi si affretti a negare tra avere o non avere il capocannoniere passa tutta la differenza del mondo. Toccherà perciò alla sua sapiente mano riuscire a fare integrare più rapidamente possibile le nuove chiavi offensive Cabral e Piatek: arrivato da troppo poco in una nuova realtà il primo per poter incidere sin da subito, nel caso del polacco ci sarà invece da riuscire a toccare quelle corde emotive che stanno vedendo appiattirsi stagione dopo stagione il suo rendimento in zona gol.

La classifica, d'altronde, fin qui è stata troppo buona per essere ignorata e, nonostante la brutta battuta d'arresto con la Lazio, vede i viola ancora coinvolti a pieno titolo in una corsa con gli stessi biancocelesti e i loro cugini della Roma. Criticato su più lati, da alcune parti persino troppo ferocemente, è però prima di tutti l'allenatore ad avere il merito di una costruzione solida e stabile (Vlahovic, d'altronde, c'era anche nelle annate passate ad evitare la retrocessione), un impianto che porta la sua mano. A lui le chiavi, e la fiducia necessaria (e dopo le manovre di gennaio non potrà certamente mancare da parte dei suoi dirigenti) per impedire che la situazione venga trascinata verso la mediocrità, quella che, almeno per quest'anno, sembrava bella che scampata.

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