Pavoletti si racconta: "Cagliari mi ha cambiato la vita". E su Napoli: "Avevo perso il fuoco"
Dalla Sardegna al Napoli, passando per il Genoa e i tanti allenatori che hanno segnato il suo percorso: Leonardo Pavoletti ha ripercorso la propria carriera in una lunga intervista rilasciata a Dazn, soffermandosi sui momenti più significativi vissuti dentro e fuori dal campo.
L'attaccante livornese, che ha recentemente concluso la sua esperienza con il Cagliari, ha raccontato il profondo legame costruito con la città e con i tifosi rossoblù. "Cagliari ci ha conquistato. I miei figli sono nati qui. All'inizio non avevo percepito qualcosa di speciale, poi ho capito come sono fatti i sardi: prima ti osservano, poi se ti guadagni il loro rispetto ti danno tutto il loro affetto".
Tra le figure più importanti della sua carriera c'è Gian Piero Gasperini. "A Genova è arrivata la svolta. Gasperini è il numero uno, soprattutto per gli attaccanti. Mi fece vedere un video tattico praticamente tutto contro di me, ma aveva ragione. Da quel momento migliorai e quando mi disse: 'Pavo, ci siamo', iniziai a segnare con continuità". Parole di grande stima anche per Claudio Ranieri, definito un allenatore capace di mettere ordine e trovare soluzioni spesso sorprendenti durante le partite.
Non manca un passaggio sulla parentesi al Napoli: "Ho fallito in parte. Ero bloccato dalla paura e stavo perdendo entusiasmo. Quando sono riuscito a liberarmi da quel peso, ho iniziato a godermi l'esperienza. Ho trovato persone straordinarie come Mertens e Reina e uno spogliatoio eccezionale".
Infine i complimenti ai giovani Marco Palestra e Sebastiano Esposito, oltre a uno sguardo al futuro: "Adesso devo capire cosa fare da grande. Per prima cosa voglio dedicarmi alla mia famiglia, poi costruirò il resto passo dopo passo".





