"Penso che non fosse la situazione giusta per me": Morata, le verità sull'addio al Como
Probabilmente qualcosa si è rotto tra Cesc Fabregas e Alvaro Morata. Un legame che li aveva visti compagni di squadra insieme al Chelsea per quasi due anni prima di incontrarsi nuovamente a Como la scorsa stagione, per un esborso complessivo da 18 milioni di euro complessivi. Un milione per il prestito dal Milan nell'estate 2025, poi 5 al Galatasaray per svincolarlo e quei 12 milioni restanti dall'obbligo di riscatto che a conti fatti sono andati in fumo. Questo perché l'apporto dell'attaccante spagnolo al Sinigaglia è stato piuttosto scarno (zero gol in Serie A) e nella partita più brutta persa contro la Fiorentina (2-1) lo scorso febbraio arrivò l'espulsione del 33enne spagnolo per provocazione di Ranieri e reazione immediata dell'ormai ex giocatore del Como.
Vuotato il sacco
Ma torniamo al presente, perché Morata oggi gioca nel Leganes, in Serie B spagnola e a pochi chilometri dalla sua Madrid dopo il trasferimento a titolo temporaneo fino al termine della stagione con opzione. Ha disputato la prima partita con il suo nuovo club lo scorso 4 settembre contro il Las Palmas, tuttavia senza segnare. Eppure in questi giorni è tornato sulla separazione con il Como e Fabregas: "Sì, alla fine abbiamo parlato molto. Beh, penso che non fosse la situazione giusta per me restare", ha dichiarato a 'El Larguero' dell'emittente radiofonica spagnola Cadena SER, lasciando intendere che più di qualcosa ormai non stesse funzionando sul Lario. "L'anno scorso ho iniziato finché non mi sono infortunato. Ho avuto una lesione molto significativa e non avevo mai avuto una lesione come questa", in merito al suo problema alla coscia patito tra dicembre e gennaio.
La verità
Con Cesc Fabregas invece nessun rancore, ma profonda stima e ammirazione, nonostante tutto. "Lui è un allenatore molto bravo. Non ho dubbi che resterà a Como finché non lo vorrà, perché penso che sia già più che preparato per qualsiasi squadra mondiale di alto livello. Lo considero una persona molto intelligente e ha avuto Conte, Mourinho come insegnanti, anche Guardiola. E penso che alla fine abbia un po' di tutti. E beh, non posso che sostenerlo a distanza e ringraziarlo, come sempre, per tutto quello che ha fatto per me".






