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Pessotto: "Ancelotti alla Juve? Non si affezionò tanto ai giocatori. A Perugia attesa snervante"

Pessotto: "Ancelotti alla Juve? Non si affezionò tanto ai giocatori. A Perugia attesa snervante" TUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Ivan Cardia
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Ivan Cardia
domenica 13 marzo 2022, 16:12Serie A

Nel corso della lunga chiacchierata per la rubrica Club dei 100 su TuttoC, Gianluca Pessotto ha anche ricordato alcuni dei protagonisti dei suoi anni bianconeri, a partire da Carlo Ancelotti: "La cosa che ho notato, specie rispetto a un tratto distintivo della sua carriera negli anni successivi, è che mi sembra si sia affezionato meno ai giocatori in quell’esperienza. A Parma aveva Crespo: anche se per qualche partita non segnava, lo metteva comunque in campo e alla fine l’argentino lo ripagava. A Torino, per esempio, doveva gestire la competizione fra Inzaghi e Trezeguet. Ma non è stata tutta colpa sua: quando perdi tanti punti di vantaggio, la responsabilità è di tutti. Noi giocatori siamo arrivati un po’ vuoti ai momenti cruciali di quelle due stagioni".

Ancelotti era in panchina sotto il diluvio di Perugia.
"Un caso più unico che raro. In realtà, non tanto per il terreno su cui si è giocato, ma per tutto quello che è successo prima. L’attesa è stata davvero snervante, anomala".

Impossibile scegliere il compagno più forte avuto in carriera: "Sempre meglio non rispondere, fai un torto a qualcuno. Di solito nomini gli attaccanti, perché fanno quello che tu non sai fare. E io da questo punto di vista ho giocato con gente come Zidane, Del Piero, Inzaghi, Trezeguet, Nedved. Meglio non scegliere. Anche Ibra: era giovane, ma si vedeva che aveva delle qualità strepitose. Ho avuto la fortuna di giocare con i migliori del mondo a cui il mio compito era passare la palla il più velocemente possibile. Io rimasi impressionato da Boksic. Aveva tutto: fisico e tecnica. Non sempre riusciva a tradurre la sua qualità in gol e questa è stata l’unica pecca di una carriera comunque di altissimo livello”.

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